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Finanziaria, le norme impugnate


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Palazzo Chigi ha dichiarato incostituzionali sette articoli: ecco quali sono.


PALERMO - Una impugnativa tutto sommato “soft”, ma che “cassa” sette articoli dell'ultima Finanziaria regionale, alcuni dei quali molto attesi. Dal demanio ai precari, ecco glia articoli della legge di stabilità che Palazzo Chigi ha deciso di giudicare incostituzionali.

Innanzitutto è stato bocciato l'articolo che prevedeva il controllo e la protezione della “fauna selvatica” e si occupava del “prelievo venatorio”. Secondo la Presidenza del consiglio dei ministri, infatti, quella norma “sconfina” nelle competenze statali. Non solo, amplierebbe la platea dei possibili “controllori” agli stessi cacciatori.

Cassati anche due articoli che si occupano di concessioni demaniali. Il 24 stabilisce una disciplina transitoria in Sicilia per il rilascio dio nuove concessioni e prevede l'utilizzo di procedure amministrative semplificate per il rilascio di concessioni di breve durata o per spazi ridotti. L'articolo 25, invece, conteneva agevolazioni all’insediamento delle strutture dedicate alla nautica da diporto e una riduzione dell'Iva sui "marina resort".

Bocciati poi due articoli che riguardano i precari siciliani. L'articolo 11 prevedeva il transito del personale Asu dei Beni culturali all'assessorato stesso. E soprattutto disponeva il transito in Resais dei precari degli enti locali in dissesto. In questo caso, il governo nazionale ha ricordato che per un transito di questo tipo è necessario il concorso pubblico.

Incostituzionale, poi, secondo il governo nazionale anche la norma che abrogava quella che disponeva il taglio di 1,8 milioni di euro dal Fondo per la retribuzione di posizione dei dirigenti regionali. In pratica, secondo Palazzo Chigi, quella norma che prevedeva il taglio, contenuta in una legge regionale del 2016, non può essere cancellata. Salta anche l'articolo col quale si dava il via alle stabilizzazioni del personale della Sanità penitenziaria.