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E la politica si ricordò della mafia
Sfida siciliana Zingaretti-Salvini


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Il segretario del Pd a Castelvetrano. Il 25 aprile il leghista a Corleone.

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Toh, chi si rivede, la mafia. Spettro scomparso da anni nell'agenda politica nazionale, il contrasto alla criminalità organizzata, e a Cosa nostra in particolare, riappare nei radar del dibattito nazionale. Tanto da scomodare i vertici massimi dei partiti in questa caldissima settimana siciliana. Ci ha pensato
Matteo Salvini a battezzare il 25 aprile come “festa della liberazione dalla mafia” programmando per giovedì una tappa da ministro degli Interni a Corleone. Evento che precederà una fitta agenda d incontri, ma da leader della Lega, in vista delle amministrative di domenica. Il tour di sei comizi in due giorni prevede tappe a Monreale, Bagheria e Caltanissetta (giovedì); Motta S. Anastasia, Gela e Mazara del Vallo (venerdì). Venerdì sarà in Sicilia anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che parlerà alle ore 19.30 in piazza Garibaldi a Caltanissetta a sostegno del candidato sindaco Roberto Gambino. Ma prima toccherà a Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, rinfrescare la verve antimafiosa dei dem con la sua visita in programma domani a Castelvetrano, dove nel pomeriggio è in programma un comizio a sostegno del candidato sindaco del Pd Pasquale Calamia. “La tappa siciliana del segretario Zingaretti assume una particolare valenza perché si svolge nella città feudo del superlatitante Matteo Messina Denaro – si legge in una didascalica nota del partito - ritornato recentemente alle cronache politiche e giudiziarie nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto due imprenditori nel settore dell’energia sostenibile ed un’indagine a carico del sottosegretario Siri”. Ed eccola la frecciata, o stilettata, al rivale leghista. I dem rimarcano con segno deciso la scomoda posizione del Capitano, che viene in Sicilia a predicare la liberazione dalla mafia proprio nei giorni dell'indagine che ha toccato il suo fedelissimo e il re dell'eolico Nicastri.

Salvini dal canto suo glissa e tira dritto sui binari antimafiosi molto law and order: "Il 25 aprile, per celebrare il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà dell'Italia, sarò in mezzo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato di Corleone per ringraziarli del fatto che ogni giorno rischiano la loro vita per liberare la Sicilia e l'Italia dalla mafia – ha detto il leghista -. Sarà l'occasione per inaugurare la nuova sede del commissariato di polizia, al cui ingresso verrà scoperta una targa che ricorda tutte le vittime di mafia e sarà di buon auspicio per le future battaglie”. La scelta di Salvini di edulcorare il significato antifascista della Liberazione è stata stigmatizzata anche dal socio di governo Di Maio: "Trovo molto grave che qualcuno arrivi a negare il 25 aprile", ha detto il leader grillino.