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La "battaglia" di Castelvetrano
Zingaretti: "Chiarezza sull'eolico"


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Il segretario del Pd nella città che torna al voto dopo due anni di commissariamento.

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CASTELVETRANO (TRAPANI) - "Con il commissariamento per mafia Castelvetrano è caduta in ginocchio, ma noi non ci arrendiamo e vogliamo farla rialzare". L'orologio segna le 17.30 e su piazza Matteotti il sole è ancora alto e, finalmente, caldo. Nicola Zingaretti prende idealmente per mano il candidato del Partito democratico e arringa: "Siamo qui, con questa squadra che vuole cambiare la vita di questa città". Al suo fianco lo stato maggiore del Pd siciliano, dal segretario regionale Davide Faraone al capogruppo all'Ars Giuseppe Lupo, passando per il deputato trapanese Baldo Gucciardi e la capolista alle Europee Caterina Chinnici. Tutti a sostegno di Pasquale Calamia, che ha tenuto alto il simbolo dem nella città che dopo due anni di commissariamento domenica ritornerà al voto.

Una campagna elettorale segnata anche dalle inchieste giudiziarie: sei sindaci ai nastri di partenza, ma erano sette poco prima che un'inchiesta costringesse uno degli aspiranti fasce tricolori al ritiro. "Vogliamo ridare dignità a questo comune", esclama dal palco il segretario del Pd che tra un attacco al governo e un richiamo all'importanza del 25 aprile tocca anche l'ultima inchiesta sull'energia eolica che ha gettato ombre anche sugli apparati amministrativi della Regione: "Noi rispettiamo le indagini e siamo convinti che tutti siano innocenti fino alla fine - afferma il segretario del Pd -, ma spingiamo affinchè si faccia chiarezza su capitoli sempre più oscuri della storia recente della Sicilia e su chi c'è dietro agli investimenti nel campo energetico fatti in questa terra". L'inchiesta che vede coinvolto il sottosegretario Armando Siri, e su cui si consuma uno scontro interno alla maggioranza gialloverde, è lo scenario che fa da sfondo all'intervento di Zingaretti nella città che ha dato i natali al superlatitante Matteo Messina Denaro: "La storia d'Italia è diversa" rispetto a quanto accaduto "in questo anno di governo" nel corso del quale "a parte i selfie, i sorrisi, le polemiche, le battute e l'uso spregevole del potere, troppe volte c'è stato anche un uso inquietante della vicinanza con i poteri mafiosi, sbandierata con troppa disinvoltura".

Zingaretti cita più volte "la battaglia di Castelvetrano", dove Calamia, che in passato ha subito diverse intimidazioni, tenta l'impresa di conquistare un Comune disastrato nei conti e nella credibilità. Una credibilità che passa soprattutto dalla frazione di Triscina, emblema dell'abusivismo storico da queste parti: "Una realtà nata nel disordine urbanistico - afferma Calamia - e che ha bisogno di un intervento affinchè, da modello negativo, diventi un modello di riferimento. Messina Denaro? Il mio auspicio è che venga assicurato alla giustizia".