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Le reazioni dopo il voto

Amministrative, vincitori e vinti
Il fronte antipopulista è più forte


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Grillini galvanizzati. Lega più lontana dal centrodestra. Nei dem dibattito aperto sul rapporto con i moderati.


PALERMO – Stavolta tracciare la riga tra vincitori e vinti è fin troppo facile. E il consueto giochino delle dichiarazioni post voto in cui hanno vinto tutti non può avere luogo. I verdetti dei ballottaggi parlano chiaro e sorridono al Movimento 5 Stelle, che con la doppietta di Caltanissetta e Castelvetrano aggiusta il turno delle amministrative e si galvanizza, e all'asse tra Pd e centristi, che era già stato vincente a Bagheria e ad Aci Castello e che ieri l'ha spuntata anche a Mazara e soprattutto a Gela, dove il Patto del Nazareno locale ha spinto Lucio Greco alla vittoria. Chi ha perso è la Lega. E il Carroccio non ci gira attorno pur sottolineando con
Matteo Salvini come i suoi candidati “si sono battuti come leoni”, rimandando alle Europee i festeggiamenti. E in effetti, dire che il partito di Salvini sia andato “male” è impossibile, visto che sia a Mazara sia a Gela i suoi candidati hanno perso di misura con percentuali che per un leghista in Sicilia solo due anni fa sarebbero stati impronosticabili.

Luigi Di Maio, che aveva puntato l'all in su questo mini test siciliano, venendo due volte in campagna elettorale a dar man forte ai suoi, è stato il più lesto ieri a festeggiare con un video su Facebook. "È sempre così. Ogni volta che ci danno per morti, noi torniamo più forti di prima. Vi avevano raccontato di un crollo, vi avevano detto che non ce l'avremmo fatta. Ebbene, abbiamo vinto un'altra volta!”, gongola il vicepremier che oggi sarà in Sicilia per festeggiare i successi di Caltanissetta e Castelvetrano, maturati con percentuali plebiscitarie in quella specialità tutta grillina che è la rimonta al ballottaggio.

Nel suo speech social, Di Maio ha menzionato Gianfranco Micciché come modello negativo, nemico numero uno nella retorica grillina ormai quando si parla di Sicilia. Ma proprio per Micciché l'esito delle sfide di ieri ha portato delle soddisfazioni. A Gela, soprattutto, dove la sommessa del patto tra Fotza Italia e Pd ha funzionato frenando la Lega. "Nel Comune più popoloso tra quelli al ballottaggio, Gela, vince contro la Lega il progetto di fronte moderato a cui da tempo stiamo lavorando – commenta il numero uno di Forza Italia in Sicilia -. Di fatto il dato politico evidenzia la subalternità della Lega ai Cinque Stelle: Salvini vince solo a Caltanissetta, alleandosi coi grillini. Peccato, perché il nostro era decisamente migliore!".

In effetti, la tornata elettorale allontana la Lega dal centrodestra – lo sgambetto del Carroccio a Caltanissetta è stato fatale per Giarratana – e spinge quest'ultimo a guardare alla sua sinistra per collaborazioni che alle urne, con i candidati giusti, si rivelano vincenti. Un sentiment che è forte in un pezzo di Udc: "Esprimo soddisfazione per l’elezione a sindaco di Salvatore Quinci a Mazara del Vallo - afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, che aveva fatto endorsement per il candidato di centrosinistra -. La città ha detto no all’arretramento culturale di ispirazione leghista che avrebbe messo in discussione valori propri della comunità mazarese quali l’interculturalità e l’integrazione".

E il Pd che ne dice? Il segretario Davide Faraone rileva come le alleanze decise dai dem sui territori abbiano funzionato bene: "Le alleanze civiche costruite con il contributo importante del Pd hanno funzionato in tutta la Sicilia. Al ballottaggio abbiamo vinto tutte le sfide in cui eravamo presenti". Ma allora la ricetta vincente è quella del patto con i moderati (con o senza “casa comune”)? Com'è noto nel partito in tanti non la pensano così. “Vanno stigmatizzate con forza le dichiarazioni di chi, rappresentando ormai solo se stesso, si aggrappa a tutto pur di darsi una qualche legittimazione facendo addirittura sponda con Miccichè – dice Antonio Ferrante -, altra figura ormai in declino. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, le alleanze civiche sono passate dai comuni e non dal Pd regionale inesistente”. Ma il dpeutato regionale Nello Dipasquale di contro, congratulandosi con Arancio e Speziale per il lavoro svolto a Gela, rimarca: “Il risultato elettorale di Gela certifica l’ottimo lavoro svolto sul territorio a difesa dei diritti dei cittadini e frena l’ascesa delle forze sovraniste. Un successo importante che può diventar un riferimento per la costruzione di un fronte politico che smascherando il grande ‘bluff’ della Lega limiti la penetrazione di forze politiche che hanno sostituito le richieste di voto ad anni di insulti, allusioni ed offese contro i meridionali”. Il dibattito resta aperto. Con qualche argomento in più per i sostenitori del fronte antipopulista.