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Il Palermo in Serie C
I dubbi del magistrato


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Ecco cosa pensa Nicola Aiello, in servizio al Tribunale del capoluogo siciliano.

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Pubblichiamo un intervento del magistrato Nicola Aiello, in servizio al Tribunale di Palermo, sulla retrocessione della squadra in serie C. Il giudice esprime forti perplessità sulla decisione della giustizia sportiva. 

La sentenza del Tribunale Federale della Federcalcio, pubblicata ieri , mi lascia qualche perplessità:

1. Il Tribunale Federale della Federcalcio ha ritenuto che Zamparini abbia commesso un illecito sportivo iscrivendo il Palermo al campionato sulla base di bilanci falsi. Ma questo dato risultava, al livello gravemente indiziario, già qualche mese fa, quando la Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del suddetto presidente del Palermo. Da questo punto di vista la sentenza di ieri mi pare quanto meno intempestiva .


2. Mutatis mutandis: se il Tribunale Federale ha ritenuto di dedurre dagli esiti del processo penale a carico di Zamparini la mancata legittimazione della società U.S. Palermo a partecipare al campionato in corso , non sarebbe stato opportuno attendere, quanto meno, la sentenza del Tribunale di Palermo che giudicherà Zamparini per i reati che gli sono stati contestati? Anche da questo punto di vista (per il motivo opposto rispetto a quello indicato al punto 1) la sentenza del Tribunale Federale mi pare intempestiva .

3. Se corrisponde al vero che al Chievo Verona, a parità di condizioni, è stato riservato un trattamento diverso, non è forse ravvisabile la violazione del principio di uguaglianza sancito dall’art 3 della Costituzione?

4. Non è forse costituzionalmente illegittimo il principio di responsabilità oggettiva? La Costituzione impone che si possa rispondere di un illecito soltanto a titolo di dolo o di colpa, mai a titolo di responsabilità oggettiva, ne consegue che dell’illecito sportivo di un dirigente non possa rispondere la società da quest’ultimo presieduta .