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Una città retrocessa

Quei palermitani contenti
se il Palermo va in C


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Viale del Fante vuoto prima di una partita del Palermo

Ma siamo sicuri che siano tutti infelici in città?


Dai, che ci sono quelli contenti per il Palermo in serie C. Dai, che li vediamo i sorrisetti dietro le lacrime finte, di circostanza, come al funerale di una zia di cui nessuno ricorda nemmeno se era zia, cugina o buh.

E sono i palermitani, nemici della contentezza, magari con un'altra maglia addosso. Attenziò, attenziò, si possono tifare compagini straniere e amare il Palermo. Il tifo è un evento mistico, casuale, un parto dell'oroscopo. C'entra spesso il campanile, ma può entrarci pure altro: uno che ha visto Platini o Falcao e si è innamorato. E abbiamo avuto compagni di squadra aficionados, vai a sapere perché, della Sampdoria. Ma poi sei pure innamorato della squadra della tua città e stai con lei nella buona o nella pessima sorte. Quanti interisti dichiarati andavano a Trapani, negli anni grami, perché era giusto e bello esserci quando non c'era (quasi) nessuno.

E invece ci sono quelli che non... quelli che non ammettono, che non perdonano, che non scusano. Quelli che il Palermo è una pietruzza fastidiosa nell'occhio di un'altra relazione pallonara un po' clandestina; un sogno povero con ambizioni smodate. E adesso, questi veri nemici della contentezza altrui sono contenti. E sorridono sotto un pianto che non gli appartiene.

E poi ci sono pure altri, felici, felicissimi, perché devono dimostrare che tutto quello che ha il nome di Palermo è legato al fallimento: dal tombino che si ottura con la pioggia al pallone che esplode. Infatti, ci stavano male quando l'aquila volava in alto, come un'eccezione che scalfisce la regola, che scompagina il teorema. E ora che sta per andare tutto a peripatetiche (a puttane non si può scrivere) bruciano di nascosto l'incenso.

E poi ci sono quelli che... il calcio, ma che volgavità, misevicovdia. Quelli che vorrebbero concerti di arpe, piste ciclabili e letture di salmi ovunque. Quelli che il ghiaccioloallarancio, la stigghiola e il suca libero sono crimini gravissimi crimini contro l'umanità. Pure loro applaudono, senza farsi notare.

E si potrebbe continuare nel descrivere la variopinta fauna di palermitani che esulta sottovoce accanto ai singhiozzi di un popolo tradito. Ma è meglio non dargli soverchia importanza e fermarsi qua. Nessuno è più miserabile di chi non ha imparato a memoria il nome del cuore che gli batte nel petto.