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Parla il governatore

Musumeci: "Il contratto di governo?
Una follia, troppo aziendale"


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"Di Maio e Salvini la smettano di litigare"


PALERMO - "Il contratto di governo è una follia. La politica va a farsi benedire. Le coalizioni di governo si fondano su un'affinità culturale, su un comune sentire, su un comune linguaggio e una comune strategia. Il contratto mi sembra troppo aziendale". Cosi il governatore della Sicilia Nello Musumeci conversando con i cronisti a margine della festa dell'autonomia a Palermo. "Peraltro è sotto gli occhi di tutti come questo governo ogni giorno offra di se un'immagine che allontana la gente dalla politica intesa come valore, responsabilità, comunione di intenti", aggiunge.

"Non sono l'uomo adatto a dare pagelle, né a Salvini, nè a Di Maio, né ad altri - prosegue -. Le campagne elettorali registrano alti e bassi, la contingenza del momento. Sono convinto che questo governo se vuole governare debba smetterla di fare finta di litigare perchè ognuno possa accreditarsi lo spazio dell'altro. Serve un governo serio che lavori e che parli con un unico linguaggio, ma non un contratto - dice Musumeci - Dobbiamo tornare alla politica, cioè ai valori affini, al retroterra culturale. Questo significa arte del governo, non si può governare una grande nazione come l'Italia sulla scorta di un contratto. Ecco perchè la gente si allontana dalla politica".

E sull'autonomia: "Doveva essere secondo i padri fondatori una straordinaria opportunità per recuperare il divario tra la Sicilia e le regioni del nord e invece è diventata spesso un vergognoso paravento per coprire politiche scellerate non certo improntate allo sviluppo serio e concreto. Vogliamo un'autonomia della responsabilità, non dei privilegi. Lo Statuto dopo tanto tempo va rivisto, rivisitato, contestualizzato con le norme nazionali ed europee e va applicato con passione - aggiunge -. Per farlo occorre conoscerlo, ecco perché stamattina con l'assessore Lagalla incontriamo centinaia di ragazzi proprio perché possano conoscere le norme dell'autogoverno, apprezzarle e sentirsi coprotagonisti di questo rilancio dell'autonomia siciliana".

(ANSA).