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Palermo, LA RAPINA MINUTO PER MINUTO

"Ha 7mila euro nella fotocopiatrice
e stiamo puzzando dalla fame"


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Studiavano il colpo, ma i carabinieri ascoltavano tutto. Due arresti, ma la talpa è ancora ignota

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PALERMO - I carabinieri riuscirono a sventare il colpo perché stavano intercettando la banda degli spaccaossa su delega della magistratura. Uno degli arrestati per i finti incidenti, Domenico Cintura, sarebbe la mente di una serie di colpi. Uno è stato ricostruito, mentre su altri si indaga ancora.

Nel 2017 nel mirino finì la sala scommesse “Le Mirage” di via Malaspina. I carabinieri del Nucleo investigativo di Monreale arrestarono in flagranza di reato Salvatore Cintura e Giuseppe Balsamo. Indossavano caschi da motociclista e impugnavano pistole semi automatiche. Ora si scopre che alla pianificazione della rapina avrebbe partecipato Domenico Cintura, cugino di Salvatore.

Alle 15:05 di quel giorno le cimici captarono il dialogo fra Salvatore Cintura e Giuseppe Balsamo a bordo di un autocarro Kia Porter. Una fonte di Balsamo li aveva avvisati che era giunto il momento di entrare in azione. Alla sala scommesse “c'è la madre e il figlio... slot Mirage... ha una fotocopiatrice… c'ha sette-ottomila euro nella copia… dove fa le fotocopie”.

Il colpo, suggeriva sempre la fonte, doveva essere messo a segno la sera fra le 18:00 e 18:45 perché “potete entrarci che non c'è nessuno. Ci sono tutti soldi là”. “Io lo voglio fare”, concludeva Balsamo. A questo punto Cintura prendeva tempo: “... ora ti do la risposta, tra un altro poco te lo…vediamo, sai a che ora?... Domenico si è allontanato un poco... o io e Domenico o tu e io. Problemi non ce ne sono”. Con Domenico si sarebbero rifatti “il prossimo mese” che “ci sono questi di Napoli che scendono con cinquantamila euro”. “A quelli gli dobbiamo fare il culo come le scimmie”, diceva Cintuera. Balsamo era molto più pragmatico: “Per ora mettiamoci questi diecimila euro in tasca... che per ora stiamo puzzando dalla fame.. non possiamo fare manco la spesa.. parlo per me...”.

Peccato per loro che la sera del colpo i carabinieri si appostarono davanti alla sala scommesse. La rapina fu sventata, ma ora si lavora per ricostruire le altre rapine e identificare la fonte, qualcuno sempre bene informato che poteva contare sulla soffiata giusta. L'elenco dei reati contestati dalla Procura della Repubblica potrebbe allungarsi.