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IL BLITZ

In camper, in auto e tra la frutta
Così nascondevano la droga


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Un frame delle intercettazioni

Sono tanti i viaggi monitorati dai poliziotti della squadra mobile di Palermo

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PALERMO - L'indagine parte nel 2016. I poliziotti monitorano la trasferta a Carini del narcos colombiano Davide Guilermo Naranjo Vasquez. Il palermitano Alessandro Bono ha attivato un canale di approvvigionamento per la cocaina. Francesco Tarantino, invece, che vive nel rione Borgo Nuovo, è in affari con i grossisti campani. Entrambi sono già stati condannati.

Partendo da loro gli agenti della mobile mettono gli occhi su Paolo Dragotto e Paolo Di Maggio. Sarebbero i capi dell'organizzazione che importava la droga dalla Campania e la stoccava a Carini in un magazzino messo a disposizione dai fratelli Anthonj e Salvatore Basile e nell'autorimessa dei Flandina, alla Zisa. Avevano grande disponibilità di denaro ed erano entrati in contatto con i campani Giovanni Visiello e Salvino Intagliatore. Questi ultimi venivano spesso a Palermo per chiudere le trattative. Poi toccava a Pietro Morvillo portare i soldi in Campania dopo averli prelevati da Tommaso Marchese. Era Marchese, infatti, a gestire la cassa della banda, nascosta nel suo distributore di carburanti in via Michelangelo o casa dei suoceri Caruso e Lo Grasso.

Michele Spartico, invece, curava la logistica, occupandosi di prenotare gli alloggi per i corrieri e i fornitori di stupefacenti. Una volta giunta in città la droga veniva smistata ai vari rivenditori. Tra questi c'era Fabio Bongiorno di Partinico, che non si limitava a comprare la roba, ma offriva anche la marijuana che lui stesso coltivava. Altro uomo dello spaccio sarebbe Daniele Spataro che per nascondere la droga poteva contare sull'aiuto dei coniugi Giampiero Badagliacca e Silvana Greco.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, fanno emergere che dietro una serie di arresti e sequestri c'era un unico filo conduttore investigativo. L'11 novembre 2016 furono sequestrati quattro chili di cocaina destinati a Tarantino. II 21 marzo 2017 Morvillo e Bongiorno stavano consegnando a un corriere trapanese 50 chili di hashish e due di cocaina. Il 23 maggio successivo nell'autorimessa di Giuseppe Flandina e del figlio Vincenzo Paolo, alla Zisa, furono trovati 300 chili di hashish che erano stati trasportati da Cortona, nascosti fra frutta e verdura. Il 24 novembre in carcere era finito il siracusano Sebastiano Pocchi che aveva appuntamento con Francesco Paolo Cintura per comprare quindici chili di fumo. Il 18 gennaio 2018 Francesco Gallo fu bloccato mentre trasportava dieci chili di cocaina che doveva consegnare nel deposito dei Basile su ordine di Dragotto e Di Maggio. A casa di Basile c'erano pire 1470 chili di hashish. Il 29 giugno un carico di mille chili di hashish trasportati da Antonino Palumbo e Sergio Compostella erano destinati a Francesco Vitale. Il 13 novembre furono rivenuti altri 300 kg di stupefacenti occultati in un bancale in legno. Il carico era partito da Torre Annunziata.