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Il 23 maggio

Capaci, Fava e Musumeci disertano
Maria Falcone: "No alle polemiche"


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Il presidente dell'Antimafia regionale e il governatore non saranno all'aula bunker


PALERMO- Anche il presidente della Regione Nello Musumeci non sarà all'aula bunker per la commemorazione della strage di Capaci. "Domani non andrò all'aula bunker per la prima volta. E mi dispiace per la signora Falcone. Non andrò ma per ragioni diverse da quelle di Fava che non condivido del tutto. Io credo infatti che un rappresentante dello Stato abbia il diritto e il dovere di parlare e di fare conoscere il proprio pensiero. Ma c'è troppo veleno", ha dichiarato il governatore, ospite a Trm del programma 'Casa Minutella'.

Ed è un gran rifiuto istituzionale che si aggiunge comunque a quello del presidente della Commissione antimafia regionale, Claudio Fava. Ha scritto Fava sulla sua pagina Facebook: "Domani non andrò a ricordare Giovanni Falcone nell'aula bunker di Palermo. Preferisco andare a Capaci, nel luogo in cui tutto accadde, preferisco stare assieme a chi non ama le messe cantate sui morti. Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia".

Sarà invece della partita il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che si è espresso così: "Tutti mi chiedono se sarò o non sarò presente il 23 maggio nell'aula bunker. Sarò presente come ogni anno, la mia presenza istituzionale è doverosa e silenziosa. Per molti anni non ho salutato politici anti-mafiosi e quando tutti invitavano la Confindustria antimafia io mi permettevo di non invitarla, non invitavo neppure un senatore che si era definito paladino antimafia. Continuerò a non salutare, poi quando stai per incrociare qualcuno può essere utile lo smartphone. Ovviamente – ha aggiunto il sindaco - mi auguro che nessuno venga per fare comizi pre-elettorali, nel rispetto della memoria, del dolore e dell'impegno di Palermo contro la mafia e la cultura mafiosa".

L'appello all'unità

"Da 27 anni l'anniversario della strage di Capaci simboleggia l’unità della nazione nella lotta alle mafie e nella difesa della democrazia, della libertà e della legalità. Il 23 maggio si rende onore non solo a mio fratello Giovanni, a sua moglie Francesca Morvillo a Paolo Borsellino e agli eroici agenti delle scorte, ma anche a tutti gli altri uomini e donne delle istituzioni che hanno sacrificato le loro vite per tutti noi. Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e via D’Amelio. È fondamentale che quel giorno, come accade da 26 anni, le istituzioni confermino con la loro presenza l'impegno dello Stato a portare avanti gli ideali a cui Giovanni Falcone ha dedicato la sua vita fino all'estremo sacrificio”. Lo dice, alla vigilia delle commemorazioni delle stragi di Capaci e via D’Amelio, Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 e presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato. “E’ importantissimo che tanti cittadini testimonino, partecipando alle manifestazioni, che la Sicilia rifiuta a viso aperto la mafia. – spiega - Niente deve incrinare l'entusiasmo e la gioia delle migliaia di bambini e ragazzi delle scuole di tutta Italia che vengono a Palermo e che vivono questo appuntamento come il coronamento di un anno di studio e di impegno sui temi della legalità e della democrazia. Il 23 maggio è soprattutto per loro”.

“Il 23 maggio dovremmo essere tutti uniti per onorare chi per lo Stato si è sacrificato. E’ fondamentale che domani le istituzioni siano presenti per celebrare la memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Dovremmo essere felici che, dopo 27 anni, decine di migliaia di ragazzi continuino a ritrovarsi a Palermo per onorare i nostri caduti”. Lo dice Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Falcone, morto con lui a Capaci. “Durante tutto l’anno vado nelle scuole a parlare con gli studenti perché credo nell’importanza di educarli ai valori dell’antimafia. - aggiunge - Vederli arrivare a Palermo, in un giorno che da giorno di lutto è diventato una festa, mi conferma l’importanza del lavoro che quotidianamente facciamo. Diamo a loro domani un esempio di unità nazionale”.

"Il 23 maggio è da sempre una giornata ‘sacra’ per tutti i palermitani che credono nel valore della legalità come unica strada per un futuro diverso, per la nostra terra, per le future generazioni. Ci credono i tanti giovani che domani parteciperanno anche insieme a noi ai diversi momenti del ricordo delle vittime della strage di Capaci e di tutte le vittime di mafia. Così ribadiamo che non è di certo questa l’occasione per porre l’accento su divisioni che sono di natura politica e che stanno appesantendo il clima di un momento che appartiene a i tutti i siciliani onesti". Cosi Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani interviene il giorno prima del ventisettesimo anniversario della Strage di Capaci annunciando la partecipazione del sindacato. “Le istituzioni si rispettano, chiunque sia a rappresentarle, per esprimere il dissenso esistono altri momenti. Noi saremo in aula bunker all’Ucciardone di Palermo e nel pomeriggio al corteo che parte da Via D’Amelio, con i nostri giovani, studenti, lavoratori, pensionati, famiglie intere perché a spingerci sarà solo il ricordo e l’esempio di chi ha sacrificato tutto nella lotta alla mafia”. La mattina il sindacato sarà presente in aula bunker all’Ucciardone, mentre il pomeriggio alle ore 15 in via D’Amelio per il corteo saranno presenti tutti i componenti del Coordinamento Giovani della Cisl Palermo Trapani con il loro striscione identificativo e i rappresentanti delle Federazioni della Cisl. Indosseranno tutti le pettorine commemorative dedicate ai giudici Falcone e Borsellino e a tutte le vittime della mafia ‘Per non dimenticare’. In corteo raggiungeranno l’albero Falcone per il minuto di silenzio delle 17,58, ora della strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro.

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