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Europee, le interviste

"Chi non vuole più i grillini ci voti
Possiamo governare con Salvini"


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Intervista a Giorgia Meloni, presidente di FdI: "In Sicilia pessimo spettacolo Forza Italia che fa battaglie con l'estrema sinistra".

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Prosegue il ciclo di interviste ai capilista dei partiti che aspirano a entrare nel Parlamento europeo. Oggi è il turno della leader di Fdi. In fondo all'articolo, le interviste precedenti.

Onorevole Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia e capolista nelle Isole, queste Europee sono un passaggio elettorale cruciale per capire, tra l'altro, come si sono assestati i rapporti nel centrodestra dopo il terremoto delle ultime politiche. Voi che risultati vi aspettate?

“Non sono abituata per scaramanzia a fare previsioni, quello che posso dire è che noi avevamo messo in guardia Salvini dal rischio di non riuscire ad attuare politiche di centrodestra con alleati di sinistra come i Cinque Stelle. Noto che adesso lo dice anche lui e per questo la vera partita di domenica non si gioca dentro la maggioranza: non è tanto importante quanti voti prenderà Salvini più di Di Maio ma quanti voti prenderà chi potrà fare un governo con Salvini senza Di Maio. E cioè Fratelli d'Italia. Più forte sarà Fratelli d'Italia e più dal 27 maggio sarà possibile andare a nuove elezioni e avere un governo senza grillini”.

Pensa che dopo il voto cambierà qualcosa nei rapporti tra maggioranza e opposizione in Parlamento?

“Mi pare sia sotto gli occhi di tutti che il governo in carica litighi su tutto. Nell’attuale scacchiere politico, chi vota Forza Italia o Pd vota per rafforzare l'Europa della Merkel e di Macron. Chi vota Lega o M5S vota per rafforzare questo governo ormai paralizzato. Chi vuole cambiare questa Europa e cambiare anche il governo ha un solo voto utile, quello a Fratelli d'Italia. Noi in Europa, con la famiglia dei Conservatori, siamo indispensabili per una nuova maggioranza, e in Italia siamo, insieme alla Lega, l’unica alternativa di governo possibile”.

I movimenti sovranisti hanno da qualche tempo il vento in poppa in Europa. Resta però la difficoltà di fare rete tra questi partiti che proprio perché legati a una visione sovranista difficilmente accettano sacrifici per i propri Paesi. Gli alleati di Salvini fuori dall'Italia non si può dire che ci abbiano dato una grossa mano sull'immigrazione, non trova?

“No, noi paghiamo le conseguenze dell'assenza dell'Ue nella difesa dei confini esterni. E questa non è responsabilità dei sovranisti, che anzi questo lavoro lo fanno proprio supplendo all'Ue, ma di pseudo europeisti come Macron che destabilizzano la Libia, depredano l'Africa con una moneta coloniale e poi chiudono le frontiere a Ventimiglia. Quando sono stata da Orban e Kaczynski, capo del partito al governo in Polonia, mi hanno detto che loro sono pronti a sostenere un piano europeo di rimpatrio dei clandestini e un blocco navale europeo al largo della Libia. Come dimostra l'ennesimo caso di questi giorni della nave Sea Watch, è l'unica soluzione definitiva al traffico di migranti nel Mediterraneo. E poi di certo non si può chiedere agli altri di accollarsi tutti i clandestini che la sinistra italiana ha fatto entrare in questi anni”.

A proposito di immigrazione, tema anche a voi caro, i famosi rimpatri di Salvini, al netto della propaganda, sono rimasti annunci. Che ne pensa?

“I dati ufficiali sull’immigrazione in Italia dicono che ci vorranno più di 450 anni per rimpatriare tutti i clandestini. Il calcolo è presto fatto: 1000 sbarcati (senza contare gli ‘sbarchi fantasma’ però) e 2300 rimpatriati. Quindi un bel meno 1300 irregolari in un anno, che è un bel cambio di passo rispetto ai governi Pd ma, considerando che in Italia ci sono più di 600mila clandestini, all’attuale ritmo, ci vorranno più di 450 anni per rimpatriare tutti i clandestini. Direi che sono troppi Per questo Fratelli d’Italia ha previsto nel suo programma per le prossime elezioni europee l’istituzione di un fondo europeo per i rimpatri e di condizionare qualsiasi accordo politico e commerciale dell’Unione Europea con gli altri Stati, alla sottoscrizione di accordi di rimpatrio dei clandestini. Si può fare”.

In Sicilia c'è un dibattito aperto sul cantiere del centrodestra di domani. Lei come lo immagina?

“Come nel resto d’Italia, le forze del centrodestra possono stare insieme soltanto se, al netto delle sensibilità di ciascuno, sui temi fondamentali si ritrovi l’unità. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a prese di posizione di Forza Italia siciliana in tema di immigrazione che sono distanti anni luce dalle nostre posizioni. Vedere Forza Italia Sicilia condividere le battaglie dell’estrema sinistra è un pessimo spettacolo. Il nostro partito è stato l’artefice dell’unità del centrodestra alle ultime elezioni regionali, dobbiamo ritrovare lo spirito che ha consentito la vittoria di Musumeci e questo può passare soltanto dalla condivisione di programmi e dalla scelta di uomini all’altezza”.

Tre priorità per cui battersi in Europa?

“Ci sono priorità per cui ci si deve battere a difesa dell’Europa e altre per cambiarla. Da difendere è la politica agricola comune, che anzi noi vorremmo rafforzare, perché rischia di pagare un conto salato alla Brexit, ma anche rimodulare a favore degli Stati mediterranei. I fondi europei che però noi dobbiamo imparare a spendere meglio. Il fondo di solidarietà per le catastrofi naturali, a cui purtroppo l’Italia negli ultimi anni ha spesso attinto. Da cambiare sicuramente il Fiscal Compact e i vari fondi salva Stati che non hanno salvato gli Stati ma le banche francesi e tedesche. La normativa bancaria di Basilea che penalizza le banche italiane che non riescono ad erogare credito a famiglie e imprese. La gestione dell’immigrazione che punta tutto sulla redistribuzione dei migranti anziché sulla difesa dei confini esterni. E sopra a tutti, la difesa e la promozione del made in Italy perché l’Europa la deve fare finita di scrivere direttive solo per favorire gli interessi di altre Nazioni che non sono capaci a fare i prodotti buoni come li facciamo noi e quindi pretendono che anche noi squalifichiamo i nostri prodotti per rendere più competitivi quelli degli altri. Non si può fare. In Europa noi andiamo a difendere l’Italia, andiamo a difendere la nostra grandezza che è data soprattutto dalla nostra identità, che significa valorizzare i nostri prodotti, valorizzare il turismo e le nostre produzioni agricole, che vuol dire difendere il nostro artigianato, i nostri pescatori, tutto quello che fa l’Italia grande, dalla moda al settore vinicolo”.

Ultima domanda: perché un elettore dovrebbe scegliere voi e non la Lega?

“Per avere una destra senza grillini. La Lega sta pagando dazio al governo: ha approvato il reddito di cittadinanza, le grandi opere e la Tav sono ferme, le tasse sono aumentate e lo Stato è più aggressivo di prima con gli imprenditori. Il governo ha le mani legate, i numeri in Parlamento danno ragione al M5S. Ma se noi alle Europee cresciamo, allora l'alternativa è possibile. Chi vuole liberarsi di Di Maio deve votare Fdi”.

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