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PALERMO - IL BLITZ

Dall'autorimessa alla gastronomia
I luoghi della banda della droga


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Basi operative e depositi di stupefacenti sono stati scoperti a Palermo e provincia.

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PALERMO - Al civico 2315 di viale Michelangelo c'è un distributore Eni. Ed è qui che, secondo l'accusa, si facevano i conti della droga. La società Toda Distribuzione, che gestisce l'impianto è finita sotto sequestro per decisione del giudice per le indagini preliminari Roberto Riggio nell'ambito del blitz.

Le microspie piazzate dai poliziotti della Squadra mobile hanno intercettato il gestore, Tommaso Marchese, uno degli arrestati del blitz di ieri, mentre discuteva della contabilità del business della droga con Paolo Di Maggio, uno dei capi dell'organizzazione. “E allora, tu che hai scritto là?”, chiedeva Di Maggio. Risposta: “Io ho scritto un sette mila, un quindici e due e un cinque e otto... non ho più niente”. Accanto ad ogni cifra c'erano scritti dei soprannomi: “Materasso", “Turco”, “Budda”. Sarebbero gli uomini che gestivano la rete di vendita.

Sotto sequestro è anche finita “La Bottega dell'angolo”, un negozio di gastronomia di via Brunelleschi 36. Secondo i pubblici ministeri, Paolo Dragotto, altro presunto capo degli affari della droga, in passato già condannato, si era messo in affari con Di Maggio ma per evitare che gli sequestrassero l'attività commerciale l'avevano intestata a Michele Spartico.

Nei locali di via Brunelleschi si mettevano a punto le compravendite della droga che veniva nascosta in altri luoghi. Si tratta di un'autorimessa e di un'impresa di costruzioni.

L'autorimessa è quella di via Cataldo Parisio, gestita da Vincenzo Flandina e dal figlio Paolo. Il papà ha provato ad accollarsi ogni responsabilità quando i poliziotti fecero irruzione negli uffici e vi trovarono dei sacchi di iuta pieni di hashish.

Altre volte la droga veniva custodita nei magazzini della Sace Costruzioni di Partinico, impresa dei fratelli Basile. Anche qui si erano appostati i poliziotti che videro arrivare Anthonj Basile al volante di una Fiat 500 e il fratello Salvatore di un mezzo pesante. Nella cabina guida c'era un chilo di cocaina, mentre altri nove chili erano nascosti nel cassone. Inevitabile la perquisizione anche a casa dei Basile, in via Lucca a Carini. E così all'interno di un casolare furono rinvenuti 1470 chili di hashish.