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L'INCHIESTA

I video della Sea Watch
Dalla giornalista ai pm


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La donna si era inizialmente rifiutata di consegnare le immagini ai militari delle Fiamme gialle

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AGRIGENTO - La Procura di Agrigento ha acquisito il video realizzato da una giornalista statunitense, iscritta come facente parte dell'equipaggio della "Sea Watch 3". Video che documenta il viaggio e il soccorso dei 65 migranti. La donna, ieri, si era inizialmente rifiutata di consegnare le immagini ai militari della Guardia di finanza che hanno fatto, e concluso nel cuore della notte, una perquisizione sulla nave della Ong tedesca. Nel corso delle ore, la giornalista ha cambiato idea e ha consegnato tutto alle Fiamme gialle. Adesso, il video verrà analizzato anche dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dal sostituto Alessandra Russo che sono i titolari del fascicolo d'inchiesta il cui unico indagato - per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina - è il comandante della nave Arturo Centore.

> L'interrogatorio del comandante indagato

Ieri sera, dopo l'interrogatorio del comandante, il suo legale di fiducia Alessandro Gamberini aveva reso noto che "la vicenda è filmata. C'erano, all'interno della nave, dei giornalisti del New York Times e un free lance tedesco che hanno documentato con foto e video le testimonianze dei migranti. Tutte queste cose verranno recuperate dalla Procura di Agrigento e daranno conferma delle cose che abbiamo detto".

Aggiornamento 14.30

"Immediata disponibilità" in relazione "ad eventuali urgenti necessità di carattere sanitario o comunque afferenti alla salvaguardia delle vite umane in mare e che dovessero interessare le persone presenti a bordo" è stata offerta dalla Guardia costiera italiana in risposta alla richiesta di sbarco alla Capitaneria di porto di Lampedusa avanzata dal comandante della Sea Watch lo scorso 17 maggio alle 13.04. Lo si legge sulla mail di risposta della Guardia costiera, pubblicata dalla ong. In serata, poi, avvenne lo sbarco. Nella mail si informa il comandante della Sea Watch che la richiesta è stata "inoltrata all'Autorità centrale nazionale per le valutazioni di competenza" e si prende atto dell' "intimazione ricevuta da parte di un'unità navale della Gdf di non entrare nelle acque italiane in attuazione" di una direttiva del ministero dell'Interno. Con questa mail, secondo la ong tedesca, la Guardia costiera "offre assistenza nonostante la direttiva del Viminale".