Live Sicilia

PALERMO

"Centomila nascosti nella poltrona"
I coniugi e i soldi della droga


arresti droga palermo, blitz droga palermo, dragotto di maggio droga, mafia droga palermo, rubens d'agostino droga, Cronaca
La squadra mobile di Palermo

Al supermarket della droga di Dragotto e Di Maggio si rifornivano in tanti. E il boss diceva...

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - "Questi 100 li dobbiamo mettere da parte... li lasciamo nella poltrona... o facciamo un pacco unico... e li mettiamo qua...”, diceva Angela Caruso. I poliziotti della Mobile non hanno dubbi: la donna stava parlando di soldi. Molti soldi, 100 mila euro nascosti nella sua abitazione di via Casalini.

Caruso è finita agli arresti domiciliari assieme al marito Vito Lo Grasso. Sono i suoceri di Tommaso Marchese, il contabile della banda di trafficanti di droga arrestato insieme a Paolo Dragotto e Paolo Di Maggio, considerati i capi dell'organizzazione. Gli affari andavano a gonfie vele e giravano parecchi soldi.


Se la mafia, così sostengono gli investigatori, controlla le piazze di spaccio è rimasta a guardare mentre gli altri si arricchivano?

A Di Maggio e Dragotto si rivolgevano decine di acquirenti. “Materasso", “Turco”, “Budda”, ''Vacca”, “Carlo”, “Mimmo”, “Gioacchino”, "Enzo", "Filippo". Lo stesso Di Maggio, intercettato, si faceva in conti in tasca: “... centoquaranta mila euro me li deve dare quello di Trapani.. cinquanta mila euro me li deve dare suo nipote... ventimila euro me li deve dare quello di Carini... solo trentacinque... quello dello Zen”.

Incassi record e la mafia resta a guardare? In una delle intercettazioni è finita la voce di Rubens D'Agostino, arrestato lo scorso dicembre perché considerato affiliato al mandamento di Porta Nuova. Il giorno che si diffuse la notizia di un maxi sequestro di droga a Carini D'Agostino spiegava che Dragotto, alias “patatone”, aveva subito un danno da “due milioni di euro... 1500 chili di fumo e 10 chili di cocaina...”.

Chi è davvero Dragotto? Ancora D'Agostino: “... hanno la cosa in tutta Palermo... “. “Lui fa ingrosso?”, gli chiedeva Antonino Micciché. “Certo”, tagliava corto D'Agostino. Al supermarket della droga di Dragotto e Di Maggio si approvvigionavano in a tanti. A molti deve ancora essere dato un volto nell'inchiesta che, non è un caso, è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.