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Il caso della prof sospesa

Gli studenti che aspettano Salvini
"Aveva promesso, noi siamo pronti"


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"Salvini noi siamo qua, cosa dovevi dirci?!", si legge in uno degli striscioni appesi a scuola

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"La scuola libera e i balconi pure", "Aprite cuori menti e porti", "Gli articoli 3, 21 e 33 non si toccano #Salvinitoglianchequesto", "Le loro idee camminano sulle nostre gambe" sono alcune delle scritte fatte su striscioni che alcuni studenti hanno posizionato nella cancellata dell'istituto tecnico Vittorio Emanuele III, la scuola della prof Rosa Maria Dell'Aria sospesa per non avere vigilato su un elaborato di un gruppo di studenti della seconda classe che hanno paragonato le leggi razziali contro gli ebrei al decreto sicurezza sui migranti. L'istituto si trova a poche decine di metri dall'aula bunker del carcere Ucciardone dove oggi si tiene la celebrazione per l'anniversario della strage di Capaci alla presenza, tra gli altri del premier Giuseppe Conte, del presidente della Camera Roberto Fico e del ministro degli Interni Matteo Salvini . Davanti all'istituto ci sono uomini della Digos e delle forze dell'ordine.

"Il ministro Salvini aveva promesso che sarebbe venuto nella nostra scuola per un confronto con studenti e docenti sul decreto sicurezza e invece non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. Noi siamo aperti al dialogo", dice Alessandro, 16 anni, rappresentante di istituto del tecnico Vittorio Emanuelle III di Palermo. "Salvini noi siamo qua, cosa dovevi dirci?!", si legge in uno degli striscioni agganciati alla recinzione della scuola.

Del caso, intanto, ha parlato solo il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, che ai cronisti ha annunciato: "Incontrerò la professoressa Rosa Maria Dell'Aria nel pomeriggio. Ribadisco che il provvedimento di sospensione secondo me è ingiusto".