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LA RICERCA

Fumare fa male
Anche se è "light"


sigarette light, sigarette alla menta

''Light'' o al mentolo, poco importa: hanno tutte la stessa pericolosità. Lo studio

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Fumare le "light" seppur controvoglia ma persuasi dal nome, o evitare quelle al mentolo per paura di assumere più sostanze tossiche: tutti buchi nell'acqua, perché il rischio di cancro ai polmoni non varia in base al gusto delle sigarette. A sostenerlo è uno studio della Medical University of South Carolina, negli Stati Uniti.

Gli esperti americani si sono basati sul National lung screening trial (studio di ricerca del National cancer institute), analizzando informazioni su 14 mila fumatori tra i 55 e i 74 anni. Dall'incrocio dei dati è risultato che tutte le sigarette con filtro determinano effetti simili sulla salute dell’uomo, a prescindere dalle differenze di gusti. Incide, invece, la differenza tra quelle col filtro e senza: chi le fuma ha il 40% di probabilità in più di sviluppare tumori ai polmoni e il doppio del rischio di morte a esso legata, rispetto a chi invece predilige il filtro. Gli studiosi hanno valutato anche il grado di dipendenza alla nicotina associato a ogni tipo di sigaretta: ancora una volta ne escono "sconfitte" le senza filtro, poiché creano una maggiore assuefazione.

I fumatori in Italia
Secondo un'indagine dell'Istituto superiore di sanità in collaborazione con Doxa (2018), i fumatori italiani sono 12 milioni 200 mila, cioè il 23,3% della popolazione. Nello specifico, il 27,7% tra gli uomini e il 19,2% tra le donne. Inoltre, un italiano su dieci tra i 14 e i 17 anni fuma abitualmente. Tra i 25 e i 44 anni la prevalenza più alta di fumatori si trova tra i maschi (35,7%), mentre nella fascia d’età 45-64 anni la prevalenza più alta è tra le donne (26,2%). Oltre i 65 anni le prevalenze si abbassano per entrambi i sessi. La media giornaliera di sigarette fumate è di 12,3.