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Europee, le interviste

"I toni accesi allontanano la gente
L'Europa un valore da sostenere"


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Intervista a Caterina Chinnici. La capolista Pd: "La nostra è una lista aperta e inclusiva".

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Prosegue il ciclo di interviste ai capilista dei partiti che aspirano a entrare nel Parlamento europeo. Oggi è il turno del Pd. In fondo all'articolo, le interviste precedenti.

Onorevole Caterina Chinnici, capolista del Pd nella circoscrizione Isole, soffia un vento d'ottimismo per il Partito democratico in vista delle elezioni europee di domenica?

“Sì, in realtà c'è. E viene dalle scelte operate dal segretario Zingaretti, cioè quelle che hanno portato a una lista aperta, inclusiva, che dà un'idea di unità. E questo è positivo per tutti i candidati”.

Come ha accolto la decisione di Zingaretti di designarla capolista?

“L'ho preso come un riconoscimento del lavoro fatto in questa legislatura. Ho fatto quattro leggi, ho lavorato sui diritti, con una grande attenzione sui bambini e i giovani. Ma anche sul tema della parità nella famiglia e nel mondo del lavoro. Mi sono impegnata molto sulla legalità, ho costruito insieme agli altri colleghi una legislazione completa nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. E sono particolarmente fiera delle norme di contrasto patrimoniale”.

Sente di aver proseguito un lavoro di famiglia?

“Sì, per questo e per la creazione della procura europea. Che c'è perché c'è stato il pool antimafia in Sicilia”.

Quanta resistenza si incontra in Europa nel legiferare su questo tipo di argomenti?

“Guardi, nel provvedimento di cui parlavo c'è anche la confisca preventiva, l'equivalente della misura di prevenzione che abbiamo in Italia. Qualcuno vive queste norme come una cessione di sovranità, con sofferenza, ma si tratta invece di una condivisione di responsabilità rispetto a reati gravi. Secondo le stime della Commissione il costo delle attività criminali è di 110 miliardi all'anno. In Sicilia pesano per un miliardo. Di queste cifre oggi recuperiamo l'1,1 per cento, ora con le nuove norme l'aspettativa è di recuperare molto di più e in tempi brevi”.

Come le piacerebbe continuare il lavoro fatto nei cinque anni passati?

“Manca ancora una cosa: per quanto sia stato inserito il riferimento alla criminalità organizzata nella direttiva terrorismo, è da completare con un riferimento alla criminalità organizzata di tipo mafioso”.

Come valuta il dibattito politico di queste ultime settimane. Pensa che come teme qualcuno ci siano dei rischi di deriva autoritaria o siamo solo di fronte a una normale dinamica elettorale?

“Sì, la dinamica pre-elettorale porta ad accendere i toni forse anche troppo. I toni eccessivi rischiano di allontanare i cittadini dalle elezioni europee”.

Uno dei temi caldi di questa campagna è quello dell'immigrazione. Cosa ha da rimproverarsi l'Europa?

“Noi abbiamo lavorato tantissimo sull'immigrazione, quattro anni di lavoro, che per esempio riconducono a un organismo europeo la disamina delle richieste di asilo, e introducono la distribuzione dei migranti sul territorio europeo. Il regolamento è stato approvato dal Parlamento europeo ma poi si è fermato in Consiglio”.

Perché?

“Mancavano alcuni Paesi, tra questi purtroppo l'Italia”.

Nel prossimo Parlamento dovrebbe esserci una maggiore presenza di gruppi sovranisti. Pensa che il patto tra socialisti e popolari su cui si è fondata questa legislatura sia a rischio?

“Io non sono così pessimista. Sì, sembrerebbe che ci sarà una maggiore presenza di euroscettici, sovranisti, nazionalisti. Ma il voto può riservarci qualche sorpresa positiva, perché l'elettorato comprende che l'Europa è un valore aggiunto e va sostenuta, non distrutta. Penso e spero che si possano riproporre gli accordi della scorsa legislatura”.

Come mai non ha preso la tessera del Pd?

“Io sono e rimango un'indipendente. Zingaretti ci ha definito 'indipendenti d'area', mi sta bene questa definizione. Il mio è un impegno civile attraverso la politica e mi riconosco nei valori di riferimento del Partito democratico”.

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