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PALERMO

Anello, l'ultimatum di Rfi
"Pronti a rescindere il contratto"


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Le Ferrovie scrivono a Tecnis e chiedono risposte entro un mese. L'esultanza di Orlando


PALERMO - Una nota di poche righe ma dal finale dirompente, capace di cambiare il presente e soprattutto il futuro di una delle opere pubbliche più discusse degli ultimi anni. Rfi rompe gli indugi e dà a Tecnis un ultimatum sull’anello ferroviario di Palermo: in una lettera inviata la scorsa settimana al colosso catanese, Rete Ferroviaria Italiana chiede di conoscere entro un mese le intenzioni del commissario straordinario dell’azienda (o meglio dei tre commissari) o è pronta a rescindere il contratto.

Una minaccia, più o meno velata, che non è certo in sé una novità, visto che il Comune guidato da Leoluca Orlando chiede da anni alle Ferrovie di strappare il contratto. La novità sta semmai nel fatto che ad annunciare una possibile interruzione dei rapporti con Tecnis sia Rfi, finora molto prudente nella gestione di un appalto che vale 152 milioni di euro e che si sarebbe dovuto concludere nel 2017, mentre ad oggi è appena al 30%. Rfi ha riscontrato da maggio “la sostanziale interruzione delle attività e, non essendo ulteriormente ammissibile il procrastinarsi di tale situazione di stallo che sta gravemente ledendo gli interessi del comune di Palermo, per il quale Rfi svolge il ruolo di soggetto attuatore dell’appalto, si intima a codesto spettabile commissario straordinario di far conoscere le proprie determinazioni in merito alla prosecuzione o meno del rapporto contrattuale”.

Già, perché ad aver totalmente bloccato i cantieri è la procedura di vendita del ramo d’azienda. Tecnis è infatti guidata da tre commissari nominati dallo Stato che stanno provando a vendere alcune commesse dell’azienda, fra cui proprio l’anello ferroviario di Palermo; dopo la rinuncia dei Pessina, la procedura si è impantanata al ministero dello Sviluppo economico. E in questa fase di stallo, i cantieri sono praticamente fermi per la disperazione dei commercianti e dei residenti.

Il Comune ha deciso di fare la voce grossa, chiedendo il commissariamento dell’opera e la nomina a commissario proprio del sindaco di Palermo. Ma intano la nota di Rfi, che chiede una risposta entro un mese altrimenti “il contratto si intenderà sciolto”, fa esultare il Professore: "Apprezziamo che la priorità del rispetto della città e dei cittadini sia finalmente stata assunta come tale anche da Rfi - dice Orlando - di fronte a una situazione insostenibile e al sostanziale abbandono dei cantieri da parte di Tecnis. Mi auguro che il Governo dia un segnale di presenza e attenzione. Un segnale dovuto, tanto per il valore dell'opera quanto per l'impatto che sta avendo sulla città". "Siamo soddisfatti di questo passo in avanti – commenta l’assessore alla Mobilità Giusto Catania, che ha firmato la lettera con cui l’amministrazione chiede alle Ferrovie una dettagliata relazione che supporti la richiesta di commissariamento - Aver chiaramente indicato la volontà di chiedere il commissariamento ha smosso le acque, con questa importante presa di posizione di Rfi che auspichiamo sia seguita da passi formali concreti".

In questi anni le Ferrovie hanno sempre optato per la linea dialogante con Tecnis, nel timore che una rescissione del contratto portasse a un contenzioso milionario; anche perché finora Rfi ha anticipato quasi 50 milioni di euro e non addebita solo al colosso catanese la colpa dei ritardi. Ma anche la pazienza delle Ferrovie sembra giunta al limite e a metà giugno, quindi, si potrebbe assistere al colpo di scena, così come Rfi pare intenzionata a non assecondare più i ritardi della Sis sul passante: la demolizione delle palazzine di vicolo Bernava potrebbe essere affidata con urgenza a un’altra società.