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PALERMO

Fine pena anticipato per Caporrimo
Il boss di San Lorenzo è libero


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Usufruisce di uno sconto che spetta a tutti i detenuti per la buona condotta

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PALERMO - Giulio Caporrimo è di nuovo libero. Il boss di San Lorenzo ha finito di scontare il residuo di pena che nel settembre del 2017 lo aveva riportato in carcere. La sua scarcerazione è arrivata prima del previsto.

CAPORRIMO GIULIO

Giulio Caporrimo



Due anni fa la Procura generale di Palermo rifece i calcoli e stabilì che Caporrimo doveva scontare altri quattro anni e sette mesi di detenzione. Il boss ha di recente presentato un'istanza affinché venissero detratti i giorni di liberazione anticipata (sono 45 per ogni sei mesi) che nel caso di Caporrimo andavano calcolati su tutto il lungo periodo di carcerazione.

Scarcerato nell'aprile del 2010 era di nuovo stato arrestato nel novembre successivo. Quindi, dopo sette mesi di libertà, la nuova carcerazione a partire dal settembre 2017.

Fedelissimo dei Lo Piccolo, Caporrimo aveva stretto alleanze importanti in carcere. E così nel febbraio 2011 fu lui ad organizzare un vertice a Villa Pensabene, ristorante-maneggio allo Zen. Pochi mesi dopo sarebbero scattate le manette per trentasei persone al vertice dei mandamenti di Tommaso Natale-Resuttana, Brancaccio e Boccadifalco Passo di Rigano. La stragrande maggioranza era presente al summit, i cui argomenti all'ordine del giorno sono rimasti ignoti.

C'è una storia che descrive meglio di altre la figura di Caporrimo. “Guarda papà, mi sono messo il tuo giubbotto, mi sta bene”, gli avrebbe detto un giorno il figlio appena maggiorenne. A raccontarlo è stato Sergio Macaluso, ex reggente del mandamento di Resuttana e ora pentito. "Toglitelo, lascia i miei vestiti nell'armadio e non li toccare più", gli avrebbe Giulio Caporrimo. Era un modo per proteggerlo, per evitare che emulasse la sua carriera criminale. Erano i giorni in cui il giovane Caporrimo, così ha riferito Macaluso, ha rischiato di essere invischiato in una storia di pizzo.

Giulio Caporrimo è uno dei mafiosi più potenti e rispettati della recente Cosa Nostra palermitana. Ci sono due interrogativi: cosa ha fatto nei sette mesi di libertà durante i quali è stato spesso fotografato mentre incontrava altri mafiosi?; Il carcere lo avrà rieducato?

Era andata male la prima volta. Aveva finito di scontare un condanna nell'aprile 2010 e pochi mesi dopo, a novembre, era già di nuovo in carcere. Da qualche ora ha lasciato la cella del carcere di Spoleto.