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L'INCHIESTA

"Li contano nella macchinetta"
La droga e il rumore dei soldi


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La contabilità veniva tenuta in un distributore di benzina.

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PALERMO - Il rumore di sottofondo arrivava chiaro alle orecchie. Impossibile, però, trascriverlo nel brogliaccio di un'intercettazione. Ai poliziotti non è rimasto altro da fare che annotare: “Rumore di un'apparecchiatura per il conteggio del denaro”.

La scena si è ripetuta più volte negli ultimi anni nel distributore di benzina di Tommaso Marchese in viale Michelangelo, a Palermo. Marchese, secondo la Procura del capoluogo, era il cassiere dell'organizzazione che importava droga dalla Campania per rivenderla in mezza Sicilia.

Le intercettazioni hanno registrato le visite al distributore di Paolo Dragotto e Paolo Di Maggio, arrestati con l'accusa di essere i capi. Capi parecchio attenti alla contabilità: "Li contano nella macchinetta. Ora per esempio - diceva Marchese - là ho soldi, contano la macchinetta e poi si ricontrollano di nuovo”.

Ed ecco alcune trascrizioni: “Tommà - diceva Di Maggio a Marchese - gli ultimi che hanno portato erano quando... che tu dici che io me ne sono andato?”. Marchese: “... no, qua sono scritti Palù... (rumore di macchinetta conta soldi, ndr). Ancora Marchese: "… perché non te li porti un po' di soldi?... lo sai perché?... mi spavento che per ora non c'è nessuno a casa (rumore di macchinetta, ndr)".

Sempre Marchese: “... erano 8 e 40 .... 92 ... 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99 e 100... sono 12… 12... questi mi secca a contarli... da zero hai detto tu?”. Ed ancora l'immancabile rumore della macchinetta che conta migliaia di euro. Il giro di affari era enorme. Gli ordinativi di cocaina, hashish e marijuana arrivavano da tutta la Sicilia.