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L'intervista

"Vedo insieme Miccichè e Salvini
Io sindaco? Non ci penso, ma..."


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Parla Giuseppe Milazzo, il forzista che va a Bruxelles. E ne ha per tutti, con lo stile che lo ha reso famoso.

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Onorevole Milazzo, quanto è grande la fetta di carne che sta mangiando?

“Io mango soprattutto carne bianca e lascio stare quella rossa. Comunque non sono per gli abusi alimentari”.

Eccolo, il ruspantissimo Giuseppe Milazzo, neo-eurodeputato forzista premiato dal voto, nato nel quartiere San Giovanni Apostolo, ex Cep, periferia della periferia di Palermo. E uno che conosce la strada, che è cresciuto laggiù, in un contesto che avrebbe dato del filo da torcere a Rocky Balboa, deve sempre avere la battuta pronta. Lo ricordiamo, Giuseppe, che nel suo quartiere chiamano sbrigativamente U' Milazzu, sotto il fuoco della retorica televisiva di Massimo Giletti, con un pubblico ostile che rumoreggia. A un certo punto si ferma, si volta e sussurra: 'Potete fare quello che volte, io continuo'. Gol in trasferta e palla al centro.

Allora, la fetta di carne?

“Sono contento, che ti devo dire. Chiunque ti darebbe la risposta già scontata” (altra caratteristica dell'onorevole e è che dà cordialmente del tu a tutti).

Andiamo con i ringraziamenti.

“Ringrazio il presidente Berlusconi, Miccichè, i deputati, gli elettori...”.

Il suo amico e sponsor Gianfranco...

“Lui è un genio della politica, E' come il regista di classe che sta in mezzo al campo. Nemmeno lo noti. Poi prende il pallone e fa gol”.

Chissà cosa ne penseranno - cito - quei 'buzzurri' che votano Lega.

“Ma era una battuta, dai! Mica voleva offendere. Sai quante ne ha subite Gianfranco? E ha sempre ricucito. E si è sempre confrontato”.

Un saluto a Giletti? In fondo l'ha resa più popolare...

“Perché no? Con affetto, Massimo, ci vediamo presto, quando vuoi”.

Un ringraziamento a Cateno De Luca che pure ha contribuito?

“Lui è un personaggio originale che mantiene la sua coerenza e la sua linea...”.

Saverio Romano, il suo fortissimo avversario, se l'è presa almeno un po' secondo lei?

“Ma no, ha espresso la sua opinione. Penso che ognuno abbia il diritto di fare le sue analisi. Io ho la mia idea lui la sua. Si lavora sempre per ricompattare”.

Ricompattare che?

“Dobbiamo ricompattare forze in un quadro di centrodestra che vince. Dove andiamo uniti non c'è partita. Battiamo pure la somma di Pd e Cinque Stelle. E non siamo soltanto numeri, abbiamo valori e, certo, qualche difficoltà”.

Il pensiero va a Nello Musumeci.

“Il mio voto per lui è dieci. Scrivilo: dieci! Un presidente che lavora senza maggioranza, senza soldi, con una macchina burocratica deficitaria. E porta a casa tantissimi risultati; dai rifiuti, ai conti, al dissesto, alle infrastrutture. Insisto, il centrodestra deve fermarsi un attimo e mettere insieme un programma di obiettivi da raggiungere. Le cose che ci uniscono sono più di quelle che ci dividono”.

Anche Miccichè può stare con Salvini?

“Io penso che Miccichè e Salvini abbiano la possibilità di stare insieme, con Musumeci naturalmente, se si favoriscono le condizioni politiche. L'importante è muoversi per un soggetto regionale che sia interlocutorio con la Lega”.

Ma, scusi, Miccichè a Salvini gliene ha dette di tutti i colori...

“Ma anche Salvini ne ha dette tante. Sono battute, dai... Non siamo così lontani”.

Allora possiamo titolare: Miccichè può stare bene con Salvini?

“Miccichè può stare con Salvini se lavoriamo a quello che ci unisce”.

 Troppo lungo. Giuseppe Milazzo cosa vorrebbe fare a Bruxelles?

“Chiederò a Berlusconi di essere assegnato a una commissione che possa agire per il mio collegio. Dobbiamo essere presenti nel territorio e impegnarci. Penso all'agricoltura siciliana che ha tante eccellenze che non sono tutelate”.

E Palermo....

“Dai, non farmi pure tu quella domanda”.

… Tutti dicono che lei stia facendo un pensierino alla prossima candidatura a sindaco.

“Ma no, mancano tre anni, non ci penso e non sarebbe serio, né rispettoso. Certo, a Palermo non conosco sconfitte. Ma il tema è un altro. Non chi può fare il sindaco a Palermo, cosa può fare un sindaco a Palermo”.

Cosa porterà a Bruxelles del suo quartiere?

“Il dolore di chi è chiuso in casa, la speranza di chi rimane in silenzio e cerca di andare avanti lo stesso”.