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PALERMO

Migranti, Orlando torna in campo
Il sindaco firma una nuova direttiva


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Il Professore si rifà alle ultime sentenze e decide per l'applicazione delle normali procedure


PALERMO - Chi ha il permesso di soggiorno perché richiedente asilo o per motivi umanitari potrà iscriversi all’Anagrafe seguendo le normali procedure, mentre un giorno di ricevimento sarà dedicato solo agli stranieri chi si trovano in strutture di accoglienza. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, firma una nuova direttiva per i suoi uffici sul tema dei migranti e della loro iscrizione all’Anagrafe del Comune: un documento per puntualizzare a dirigenti e dipendenti come comportarsi di fronte ad alcuni casi, specie dopo le ultime sentenze.

Il Professore si rifà infatti ai recenti pronunciamenti di alcuni tribunali italiani secondo cui il Decreto Sicurezza voluto dal vicepremier Matteo Salvini non può vietare "l’iscrizione anagrafica a chi ha presentato un’istanza di protezione internazionale ed è titolare di un permesso di soggiorno perché chiede l’asilo politico", scrive Orlando. Insomma, il Decreto Sicurezza non avrebbe vietato l’iscrizione anagrafica ai migranti ma solo la procedura "semplificata". Una posizione, quella dei giudici, che il sindaco di Palermo interpreta come una conferma delle proprie idee che lo hanno portato, a inizio gennaio, a ingaggiare un duello a distanza con il ministro dell’Interno, impartendo ai propri uffici "di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che avrebbe potuto intaccare i diritti fondamentali della persona, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alla procedura di iscrizione della residenza anagrafica".

Da gennaio a oggi al Comune di Palermo sono arrivate 250 domande di iscrizione, da parte di stranieri, a cui gli uffici hanno dato “esito negativo”, ma che il sindaco ha disposto comunque di lavorare. Il risultato è che i vigili urbani, onerati di un carico eccessivo, sono riusciti finora a eseguire i controlli su appena 50 casi, dei quali 40 finiti con l’iscrizione, otto respinti e per due servono ulteriori accertamenti. Ma l’arretrato è di 200 pratiche.

E dal momento che non si possono sovraccaricare gli uffici, ma neanche ledere i diritti di chi fa domanda, il sindaco ha deciso di impartire una direttiva: le istanze presentate dagli stranieri in strutture di accoglienza, come Cas ed ex Sprar, indipendentemente dal titolo di soggiorno, saranno accettate in una sola giornata alla settimana; per l’iscrizione anagrafica di chi ha il permesso di soggiorno perché ha richiesto asilo politico, gli uffici continueranno a usare le credenziali del sindaco, così da sollevare i dipendenti da eventuali problemi. Ma coloro che hanno permessi di soggiorno per protezione sussidiaria, motivi umanitari e casi speciali seguiranno le normali procedure.