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L'intervista

"Distante da Salvini, ma se si vota
non c'è alternativa al centrodestra"


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Intervista a Gianfranco Micciché. "Armao? In un'azienda sarebbe licenziato dopo il flop delle Province".

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Presidente Gianfranco Micciché, arrivano negli ultimi giorni segnali di distensione da esponenti di Forza Italia a lei vicini verso la Lega. È tregua tra voi e Salvini?

“Ho visto delle ricostruzioni sui giornali che riportano che io avrei ricevuto una telefonata di Berlusconi che mi avrebbe chiesto di abbassare i toni. Falso, la telefonata non esiste. Ma sono convinto che la notizia non la inventano i giornalisti ma venga riferita da qualcuno che ha problemi e crede di potersi salvare dicendo fesserie. Queste stesse persone sono andate a raccontare anche che esistono problemi a Gela per la mia alleanza con la sinistra, e lì invece mi risulta che il sindaco abbia dato una mano alla candidatura di Milazzo alle Europee”.

Insomma, sta negando un cambio di atteggiamento?

“Qualcuno vuole imbrogliare e per fare capire che è vera la telefonata di Berlusconi si parla di cambio di strategia del coordinamento regionale. Allora lo dico chiaramente: non è necessario nessun cambio, e lo ripeto ricordando a tutti che se in Sicilia abbiamo preso il doppio del resto d'Italia è perché abbiamo una nostra linea”.

Quindi dobbiamo aspettarci che lei riprenda a picchiare duro contro Salvini?

“Io con Salvini non ho nulla. Enfatizzo alcune cose negative del personaggio, fermo restando che si tratta certamente di una persona che ha indovinato molte cose negli ultimi tempi. E se si dovesse votare in tempi brevi non ci sarebbe nessuna alternativa per noi al classico centrodestra. Certo, pregherei Salvini di evitare toni violenti contro gli immigrati e di non prendere in giro i siciliani come ha fatto con Favignana. Poi, Salvini ha la mia ammirazione come politico, ma nessuno può cambiarmi e sull'integrazione resto molto distante da lui”.

Ha la sua ammirazione? Ma non gli aveva dato dello stronzo?

“Dopo essere stato sulla Diciotti e avere visto cosa stavano passando quelle persone non mi pento di avergli dato dello stronzo perché non li faceva scendere”.

Però al centrodestra con la Lega non c'è alternativa se si vota presto, ammette lei. Si voterà presto davvero?

“Non ne ho la più pallida idea, non spetta a me deciderlo. Certo, a vedere l'alleanza tra Lega e 5 Stelle immagino che non possano durare tanto. Fare insieme governo e opposizione è un giochetto che non può durare a lungo. Stanno certamente evitando l'opposizione in Parlamento ma il male che stanno facendo al Paese è evidente”.

Stanno evitando l'opposizione in Parlamento anche perché un partito importante come Forza Italia ha le mani legate nel fare opposizione perché non vuole rompere con Salvini.

“È assolutamente corretto quello che dice. E infatti questa è una delle mie posizioni diverse rispetto alla linea di Forza Italia. Se si è opposizione, si fa opposizione”.

Oppure si fa opposizione puntando solo ai ministri grillini, come abbiamo visto fare alla giunta Musumeci. Che ne pensa?

“Non credo che a governo della Regione tocchi fare opposizione. L'opposizione la si fa dentro al Parlamento. E una opposizione politica seria sarebbe quella di enfatizzare le loro divisioni”.

Senta, spostandoci sulla Sicilia, lei vuole un rimpasto corposo in giunta?

“Io sono convinto che non serva un rimpasto corposo. Credo che dopo un anno e passa di esperienza, anche alla luce di alcuni clamorosi errori, la coalizione dovrebbe chiedere il cambio di qualche assessore. Ne ho parlato con il presidente Musumeci e mi ha detto che se ne discuterà insieme la prima settimana di luglio”.

E al Turismo, dove il sostituto è già pronto, si deve aspettare ancora luglio con la stagione estiva alle porte?

“Credo che Fratelli d'Italia sostituirà l'assessore Pappalardo, che saluto e ringrazio per la sua grande educazione, il suo grande impegno e i suoi risultati. Mi pare che si facciano nomi corretti per la sua sostituzione...”.

Ma non si potrebbe farla subito?

“Si potrebbe ma si deve risolvere anche il problema di trovare l'erede di Tusa. Non vorrei essere nei panni del presidente della regione per un compito così arduo, è una difficile eredità”.

È vero che a lei piacerebbe come assessore Patrizia Li Vigni, vedova di Tusa?

“Non metto lingua, Si fanno tanti nomi ma sono convinto che se ci fosse un nome reale il presidente della Regione me ne avrebbe già parlato. L'eredità di Sebastiano è enorme, la scelta non è facile. La dottoressa Li Vigni è persona che apprezzo molto, non so nemmeno se accetterebbe”.

Però ha detto che si aspetta che Musumeci gliene parli...

“Per correttezza, e lui non manca mai in correttezza. Non credo, insomma, che me lo farà leggere sui giornali. Ma certamente non avrà pressioni da me”.

Non è un mistero che lei voglia cambiare l'assessore all'Economia. Lo ha detto abbastanza chiaramente. Perché non vuole più Armao in giunta?

“Per come ha gestito la trattativa sulle Province con lo Stato. Ci toccavano 300 milioni, ce ne hanno dato 140 e li hanno presi dai nostri fondi strutturali. In un'azienda per un risultato simile saresti licenziato”.

E lei proporrà di cambiargli la delega?

“Sono scelte del presidente della Regione. Ma questo errore non può passare come se non ci fosse stato. Domani abbiamo un dibattito d'Aula su questo, chiesto da un Parlamento intero. Le difficoltà delle Province sono enormi”.

È vero che volete cambiare anche l'assessore Bandiera?

“Sino a oggi è stato un assessore bravissimo. Io parlo con tanta gente che dice cose positive di lui. Poi è ovvio che le dinamiche interne di un partito riguardano tutti gli assetti. Rifletteremo sugli eventuali cambi ma l'impegno di Bandiera, Falcone e Grasso non può essere contestato”.

Dovete anche scegliere il nuovo capogruppo dopo Milazzo.

“Intanto daremo il benvenuto con grande felicità a Totò Lentini. Dopo di che, il gruppo si dovrà scegliere il capogruppo e ci sono tanti parlamentari bravi”.

Qualche assessore di oggi potrà essere capogruppo domani?

“Verificheremo. Non decido io, io faccio parte del gruppo, se ne parlerà insieme. Di certo devo sottolineare come tutto il gruppo sia stato compatto sul voto a Berlusconi alle Europee. A proposito, quello che ho detto prima su Armao non ha niente a che vedere col fatto che lui ha votato Cicu. Certo, il fatto che un assessore siciliano che sa che in Europa possiamo mandare solo una persona e non sceglie un siciliano è una cosa che mi lascia un minimo perplesso”.

L'Ars dopo il pantano sembra essersi sbloccata. Avete approvato due leggi importanti, quella sulla pesca e quella sul diritto allo studio. Che sta succedendo a Sala d'Ercole?

“Se ne stanno approvando moltissime. Oggi votiamo una legge ideale, quella sulla pace e il razzismo, per dire che il siciliano non è un unno. Poi abbiamo dato una grande accelerazione sui rifiuti, la stiamo sistemando e la approveremo in pochissimo tempo. Prima ci sono state difficoltà da campagna elettorale, ho dovuto fare i salti mortali. Oggi la situazione è migliore, si è cominciato a ragionare. Anche i 5 Stelle sono più responsabili da quando sono al governo a Roma. L'uso culturale del Palazzo ha favorito i rapporti, tra i ragazzi dei 5 Stelle ho incontrato tanti interessati al lavoro culturale e anche nel Pd. Insomma, il clima è diverso rispetto a un anno fa anche se non mi illudo e so che può guastarsi quando si avvicineranno le prossime elezioni”.