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L'INCHIESTA

Arata e la nomina del burocrate
E Nicastri chiamò "l'amico" Siri


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Armando Siri

L'intercettazione del 2017 è stata trasmessa alla Procura di Roma.

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PALERMO - “Dalle attività di indagine è emerso che Arata ha portato in dote alle iniziative imprenditoriali con Nicastri gli attuali influenti contatti con esponenti del partito della Lega, effettivamente riscontrati e spesso sbandierati dall'Arata medesimo e di cui informava puntualmente Nicastri”.

Ecco uno dei capitoli più delicati dell'inchiesta palermitana che ieri ha portato in carcere Paolo Arata, Vito Nicastri e i rispettivi figli. Un capitolo che il procuratore Francesco Lo Voi, l'aggiunto Paolo Guido e il sostituto Gianluca De Leo hanno trasmesso alla Procura di Roma, titolare dell'inchiesta per corruzione che vede indagato Armando Siri, l'ex sottosegretario della Lega “dimissionato” lo scorso aprile quando gli venne notificato un decreto di perquisizione. L'ipotesi è che abbia intascato una tangente per un emendamento, mai approvato, che favorisse gli affari di Arata e Nicastri.

Gli investigatori della Dia stanno scrivendo una corposa informativa in cui è certamente confluita un'intercettazione del 23 dicembre 2017. È cioè prima che Siri approdasse in Parlamento. Il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro scrive che “Nicastri sollecitava Arata a far intervenire il Sen. Armando Siri in relazione ad un sostegno nei confronti di una persona dagli stessi sponsorizzata”.

Si tratterebbe di un alto burocrate regionale, un dirigente, sulla cui nomina Artata e Nicastri facevano affidamento per agevolare i loro affari nel settore delle energie alternative.

Nella conversazione Nicastri invitava Arata a fare intervenire il “tuo amico”. E Arata, dopo avere effettuato un'altra telefonata, richiamava il suo “socio” rassicurandolo di avere contattato Siri che, a sua volta, ne avrebbe parlato con un maggiorente della Lega in Sicilia.

Erano i giorni in cui non era stato ancora definito l'assetto della maggioranza che sosteneva il governo regionale guidato da Nello Musumeci. La Lega alla fine scelse di stare fuori dalla giunta e la nomina del burocrate sarebbe saltata. Si tratterebbe, però, di un episodio che confermerebbe i rapporti fra Nicastri, Arata e Siri. Rapporti che potrebbero essere entrati in gioco anche per la scelta di alcuni candidati alle elezioni.