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Intossicazioni e ricoveri, nuovi casi
Maxi sequestro di pesce a Ballarò


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I pazienti coi sintomi di intossicazione salgono a quindici. Controlli a tutto spiano nei mercati

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PALERMO - Sale il numero dei pazienti giunti al pronto soccorso coi sintomi di una intossicazione dopo aver mangiato del pesce. Negli ultimi giorni altri due sono stati sottoposti alle cure dei medici degli ospedali palermitani dopo aver consumato tonno o sgombro. In quest'ultimo caso si tratta di una donna, arrivata al Civico con mal di testa, nausea, senso di soffocamento: "Ma nel suo nucleo familiare è stata l'unica ad accusare i malori, nonostante tutti avessero mangiato lo stesso prodotto", spiegano dall'ospedale. I casi, nel giro di poco più di un mese, sono così quindici nel capoluogo siciliano.

Una situazione che ha reso necessario il potenziamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine, che nelle scorse ore hanno dato il via ad un nuovo intervento tra le bancarelle dei mercati rionali, dove spesso viene venduto pesce mal conservato. La polizia, in collaborazione con la guardia di finanza e con la guardia costiera, ha così sequestrato quattrocento chili di prodotti ittici tra l'Albergheria e corso dei Mille, dove si trovano decine di venditori ambulanti e pescherie. A coordinare i controlli, i poliziotti del commissariato “Oreto-Stazione”. presenti anche i medici dell'Asp.

Tre gli esercizi risultati non in regola e che hanno condotto ai provvedimenti più severi e penalizzanti: nel cuore di Ballarò è stato individuato un banco in legno, improvvisato ad espositore di 40 chili di pesce mal conservato e non tracciato; è scattata una multa di 1500 euro per il titolare, un pregiudicato, al quale è stata contestata anche l’omessa installazione del registratore di cassa, per un importo di 500 euro. In un altro esercizio di acquisto ed asporto di pesce nella zona di Ballarò è risultato sostanzialmente a norma per quanto riguarda le licenze previste dalla legge, ma sono stati trovati due lavoratori “in nero”, segnalati all'Ispettorato del Lavoro. 

Nella zona di corso dei Mille è stata ispezionata  un’attività in cui sono stati trovati 150 chili di pesce non tracciato, di cui oltre 40 di tonno rosso; due grossi esemplari, per un peso superiore ai 200 chilogrammi, di pesce spada privi di tracciabilità mal conservati all’interno di una cella frigorifera, tra liquami e sporcizie. All’interno della stessa cella frigorifera c'era anche una grossa quantità di pesce congelato, anch’esso non tracciato. Accertata, inoltre, l'assenza di licenza per la vendita di prodotto congelato e la presenza di un lavoratore in nero. Tutto il pesce rintracciato nel corso del primo e del terzo controllo, per un peso complessivo di 400 chili, è stato sequestrato e ritenuto non idoneo al consumo. Allo stesso tempo, è stata sequestrata la cella frigorifera dell’esercizio, con multe superiori ai diecimila euro. 

(In relazione alla notizia dei sequestri si precisa che gli interventi non hanno riguardato la pescheria "Da Tonino", che si torva in corso dei Mille, all'altezza dell'istituto Alberghiero. L'attività risulta estranea ai fatti).