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IL DIBATTITO

Indagati e questione morale all'Ars
Scontro tra grillini e Musumeci


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Insulti da parte dei grillini: "Svenduta la dignità per la poltrona". La replica: "Non prendo lezioni".


PALERMO
 Tensioni, attacchi e difese. Da un lato, le accuse del Movimento cinque stelle, dall’altro la difesa e il contrattacco del presidente della Regione. Oggi all'Ars è andato in "scena" il tanto atteso dibattito sulla "questione morale". Fin dalle prima battute il Movimento cinque stelle ha dato fuoco alle polveri con Antonio De Luca che ha accusato il governatore di aver “ venduto la giacchetta con la dignità per avere la poltrona”. Una accusa che Nello Musumeci ha fin dall’incipit del suo discorso rigettato: “In quest'aula non c'è nessuno che può dare a me lezioni di moralità. La mia non è superbia ma è il diritto di rappresentare la comunità siciliana senza nessuna opacità”. Si è andati avanti così, tra accuse e difese. I pentastellati da una parte e la maggioranza dall’altra. Francesco Cappello (M5s) ha affondato: “Per noi non è normale che ci siano quattro assessori e sedici deputati indagati” . Tommaso Calderone (Fi) ha criticato questa posizione dicendo: “Non è condivisibile che per un avviso di garanzia si richiedano le dimissioni”.


Musumeci, nel suo lungo intervento ha affermato che “il vero tema delle prossime settimane è la questione politica e non la questione morale o la questione giudiziaria”. Il governatore ha ricordato tutti i casi in cui il suo governo ha messo in piedi azioni per contrastare la corruzione. “Siamo impermeabili” ha detto per poi chiarire “sono orgoglioso dei miei assessori e rivendico la loro azione politica”. Il governatore non si è fermato qui, citando invece i casi giudiziari che hanno riguardato esponenti Cinquestelle, dal sindaco di Roma Virginia Raggi a quello di Bagheria Patrizio Cinque. E tornando sul tema dell’inchiesta più recente, ha raccontato di una Regione in cui, al dipartimento ai Rifiuti, non si trovano sei dirigenti su nove per i servizi del dipartimento e ha riconosciuto come sia difficile capire dove l’attività di lobbing finisca di essere legale e diventi illegittimo.

Su questo tema le dichiarazione di Musumeci hanno fatto da risposta a quanto avevano detto Claudio Fava e Antonello Cracolici. “Io non credo - ha detto il primo - che domani il problema sarà risolto se non avremo nessun deputato indagato. Il problema non sarà risolto fin quando si penserà che qui c'è una diligenza d'assaltare". Cracolici invece, pur definendosi un “garantista”, ha chiesto di ragionare attorno a quali siano le nuove regole da inserire per rendere l’amministrazione impermeabile. "Se la politica affronta gli eventi che la mettono in crisi facendo spallucce - ha detto - allora sbaglia. Credo che sia interesse di tutti che la politica ponga in essere gli strumenti per riuscire a contrastare questi casi, dando l'esempio".

LA DIRETTA

18.43 - Il presidente dell'Ars ha annunciato che il dibattito sulle province è rimandato alla seduta di martedì prossimo, poi ha chiuso la discussione.

18.37 - "Sono convinto - ha ripreso Musumeci - che il vero tema delle prossime settimane sia la questione politica e non la questione morale o la questione giudiziaria. La politica deve assumersi le sue responsabilità: lo dico anzitutto a me stesso e alla mia parte. La politica deve riacquisire la propria autorevolezza. La politica non deve essere lo specchio della società, deve essere guida".

18.32 - Alle proteste di Francesco Cappello sul contenuto delle dichiarazioni di Musumeci, Gianfranco Miccichè ha sospeso l'aula.

18.30 - "Non vi pare  - ha attaccato Musumeci - una questione morale il voto segreto di quest'aula su questioni politiche e non su questioni personali?"

18.21 -  "Cosa può fare il governo regionale - ha continuato a chiedere l'inquilino di Palazzo d'Orleans - per evitare che la Pubblica amministrazione sia più impermeabili? Abbiamo - ha rivendicato Musumeci - fatto ruotare quasi tutti i massimi vertici dei dipartimenti, abbiamo scelto come segretario generale Maria Mattarella, abbiamo messo in discussione le pratiche autorizzatorie dei parchi eolici, abbiamo voluto un assessore ai Rifiuti esterno perchè fosse terzo, al dipartimento dei rifiuti, però - ha raccontato -, sei servizi su nove rimangono vuoti. Nessuno vuole andare in quel dipartimento e il governo non ha nessun potere normativo per prendere un dirigente e metterlo in quel dipartimento. Questo dà l'idea del clima pesante che si respira in quell'amministrazione. Questa è una musica vecchia. Cinque anni fa - ha raccontato -, l'assessore del governo Crocetta all'Energia Calleri ha dichiarato: 'Ho il problema dei controlli. Non so cosa esce dalle oltre 400 scrivanie del mio assessorato'".

18.15 - "Fino a poco tempo - sono le parole di Musumeci -  fa gli assessorati palermitani erano teatro di galoppini, di lobbisti. Oggi questo triste scenario non avviene più. Ma i contadini sanno che per estirpare la gramigna ci vuole più di una stagione. Gli eventi di cronaca ci hanno raccontato che esistono ancora esistono lobbisti. Mi chiedo dove finisca l'attività di scambio naturale e inizi l'attività di pressione illecita. Arata - ha proseguito - voleva un impianto privato e la Regione siciliana ha finanziato un impianto pubblico. Siamo stati impermeabili ed è un valore".

18.11 - "In Sicilia è corrotta la classe dirigente?  In che stato è la società civile? - ha chiesto il capo del governo regionale - La classe dirigente - si è risposto - è espressione della società. Io rivendico il primato della politica sulla società. La società non può essere governata dal codice penale. La politica invece si è resa subalterna al potere giudiziario, al potere burocratico e al potere economico. Se la politica si ritrae allora il suo ruolo viene preso da altri poteri".

18.05 -  "Vergogna. - ha apostrofato Musumeci attaccando i pentastellati - Siamo all'uso politico della Giustizia. Quanti politici hanno pagato il delirio manettaro?".

17.53 - Il governatore Musumeci ha raccontato di avere chiesto un dibattito sul tema che si sta trattando. "L'offesa personale dell'onorevole, solo perchè deputato, è stata indecorosa. - ha affermato il presidente della Regione che poi ha proseguito: - Credo che la politica deve avere il senso del limite. In quest'aula non c'è nessuno che può dare a me lezioni di moralità. La mia non è superbia ma è il diritto di rappresentare la comunità siciliana senza nessuna opacità. Pensavo che questo fosse un momento per ragionare su quale misure porre in essere". Musumeci ha affermato di dirsi d'accordo con Cracolici sul fatto che sono stati fatti molti passi avanti. "Molti ancora ce ne sono da fare. Nessuno - ha poi proseguito - può permettersi di fare le liste di chi va bene. Sono orgoglioso dei miei assessori e rivendico la loro azione politica. Di quella penale si occuperà la magistratura. In quest'aula gli avvisi di garanzia hanno interessato tutti, anche il Movimento cinque stelle. E nessuno si mai alzato dai banchi del centrodestra o del centrosinistra. Non trasformiamo la giustizia in giustizialismo". Musumeci poi cita il sindaco di Roma Virginia Raggi: "Ha ragione la grillina sindaca del M5s che ha detto. 'attenzione a non trasformare l'avviso di garanzia in un manganello'".

17.49 - Prima di dare la parola al presidente della Regione, Gianfranco Miccichè ha detto: "Ricordate che gli avvisi di garanzia non possono essere presi come una condanna definitiva. Un mio amico, Gaspare Giudice, morì per via di un avviso di garanzia. I medici diagnosticarono un tumore causato dallo stress. Sono convinto che la questione morale riguarda il sistema. La questione morale forse riguarda le aziende e i cittadini che non riescono mai ad ottenere quello che chiedono anche in tempi certi. Di fronte al silenzio la gente impazzisce. Sarebbe preferito avere un 'no' certo piuttosto che un 'ni'".

17.38 - "Mi pare paradossale  - ha commentato Giorgio Assenza (Db) che parliamo da più di un ora di questione morale e stiamo rischiando di parlare della questione giudiziaria. L'avviso di garanzia è un atto di tutela della persona e voi lo rendete una condanna definitiva. Il linciaggio mediatico è peggio di quello fisico. La questione morale è altro, attiene all'impostazione della propria vita. Voi - ha detto il deputato rivolgendosi ai colleghi del M5s - siete persone corrette tanto quanto noi. Non c'è nessuno che può predicare di sè stesso la suprema autorità morale".

17.27 - "Ho sentito - ha affermato Tommaso Calderone (Fi) - delle affermazioni che ritengo dal punto di vista tecnico e politico aberranti. Nella mia lunga attività professionale ho visto naufragare gli avvisi di garanzia anche durante le fasi dell'indagini preliminari e per questo ritengo che non sia condivisibile che per un avviso di garanzia si richiedano le dimissioni. Il presidente Musumeci - ha poi detto riferendosi alle accuse di De Luca - non è onesto è il più galantuomo fra i galantuomini. Noi diciamo no al gioco al massacro. I giudici stanno nelle aule di tribunale e non nelle aule del parlamento".

17.24 - Per Francesco Cappello, capogruppo del Movimento cinque stelle "Quello che accade dentro l'Ars non è normale. Per noi non è normale che ci siano quattro assessori e sedici deputati indagati. Lei presidente Musumeci - ha attaccato - con il suo silenzio si è reso complice di questo stato".

17.08 - Ha preso la parola Antonello Cracolici (Pd): "Quando di parla di questione morale, in questa terra si evoca una stagione che credo che non viviamo più. Io credo che dei passi siano stati fatti. Credo inoltre che dobbiamo utilizzare delle pratiche, delle regole per fare in modo che ci siano delle procedure per salvaguardare l'attività dei settori sensibili di alcune parti dell'amministrazione come quello dell'Energia e dei Rifiuti". Poi il dem ha continuato: "Se la politica affronta gli eventi che la mettono in crisi facendo spallucce  allora sbaglia. Credo che sia interesse di tutti che la politica ponga in essere gli strumenti per riuscire a contrastare questi casi, dando l'esempio".

17.07 - "Sul punto del codice etico - ha assicurato il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè - stiamo valutando, mediante il confronto con gli uffici del Senato della Repubblica, di approvare il codice etico attraverso una delibera del Consiglio di Presidenza piuttosto che con una modifica del Regolamento dell'Ars".

16.56 - E' intervenuto Claudio Fava. "Non dobbiamo fare di questo dibattito - ha detto - un’invettiva o una difesa. Dobbiamo guardare alla percezione che fuori da qui esiste della politica, della Regione ci sia una diligenza d’assaltare. Qualche settimana fa - ha raccontato il deputato di Cento passi per la Sicilia - ho sentito un’intercettazione di Giovanni Lo Sciuto mentre diceva: “Alla Regione ci sono 370 incarichi, la prossima volta se vinciamo non possiamo mancare’. A me preoccupa - ha proseguito - quando Antonello Montante diceva: “Con l’assessorato alle attività produttive facciamo la terza guerra mondiale”. Io non credo che domani il problema sarà risolto se non avremo nessun deputato indagato. Non sarà risolto il problema fin quando si penserà che qui c'è una diligenza d'assaltare. Per questo - ha concluso - propongo di adottare il codice etico approvato dalla Commissione Antimafia".

16.46 - Mentre prende la parola Vincenzo Figuccia in aula c'è uno scontro verbale che non viene ripreso. "Rischiamo che in questo parlamento - ha detto Figuccia - ci sia una parte che faccia un ragionamento senza guardare a quello che succede nella maggioranza a cui appartiene nel governo nazionale. Questo non è il dibattito di una parte verso un'altra".

16. 43 - Prende la parola Antonio De Luca (M5s): "A me non piace parlare del suo governo e della sua maggioranza ma se tutto quello che c’è attorno a lei sa di fetido non è colpa nostra. Non possiamo non ricordare di come lei faceva finta di non sentire che i candidati delle liste che l'appoggiavano erano impresentabili. Lei diceva che non si sarebbe fatto tirare la giacchetta. Lei si è venduto la giacchetta insieme alla dignità per la poltrona".