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IL DIEGONALE

Ficarra, Tantillo, le spalle del Cav
E io la penso come Miccichè...


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Gianfranco ha detto: non voglio il ritorno al passato, ma il presente non mi piace. Ha ragione.


Gentile Direttore

Mi scusi se la disturbo e capisco anche che gli eventi di questi giorni non le hanno dato tregua ma vedrà presto tutto tornerà a normalità.

Palamara, come direbbe Cossiga tornerà ad occuparsi dei tonni di famiglia, la vicenda della Palermo calcio presto ci dirà se veramente ci fu corruzione e soprattutto se il prezzo pagato fu l’avere ottenuto che una scolaresca fosse ammessa all’aula bunker, Esterina troverà soddisfazione altrove e la questione morale avrà certamente i suoi benefici dopo un dibattito d’aula di tale intensità.

Io, a questo punto, se lei me lo consente, mi vorrei occupare di Politica con la P maiuscola e commentare un paio di episodi che hanno visto protagonisti alcuni dei nostri gioielli di famiglia.

Lei conoscerà certamente il consigliere Ficarra esponente di spicco della Lega a Palermo. In realtà lo è stato anche di Forza Italia; fu per molto tempo, più precisamente, fido scudiero di Pippo Fallica. Il suo mentore originariamente fu Sebastiano Drago plurivotato consigliere comunale di quel periodo.

Il giovane Ficarra, però, dimostrò subito il suo fiuto politico, capì quindi che gli conveniva di più abbandonare il suo iniziale sponsor e legarsi a doppio filo a Fallica che a quel tempo stava in Forza Italia nella stanza dei bottoni. Adesso Ficarra, ho letto, mette il dito sulla “piaga” dei cosiddetti ‘cambi di casacca’ politici. “La Lega non sarà mai un autobus su cui salire per opportunità personali. E non accetteremo voli pindarici da chi ieri militava in un partito e, adesso, vuole candidarsi con noi per mera convenienza”.

Direttore, lei che segue la politica ha idea di chi stava parlando? Io voglio bene a Ficarra, lo conosco da tanto tempo e mi fa anche tanta tenerezza ma si deve essere certamente confuso. Oggi è facile confondersi, soprattutto ci si confonde sulla importanza che si dà a se stessi e naturalmente a quello che si pensa ognuno di noi rappresenti.

Ho letto che Ficarra attacca Miccichè. Ora per carità non è che mio fratello Gianfranco con questa fissa che ha di Orlando non se le vada a cercare ma Ficarra no, non me la sento. A tutto c’è un limite.

Eliuccio, gli direi, non è che per caso ti è venuto in mente che puoi essere il candidato a Sindaco della lega? Tu sei capace di tutto. Serve una persona capace e di qualità, avrai pensato, perché no?

Cossiga, in una intervista del 2008 raccontò che un giornalista aveva contestato a Winston Churchill il fatto che nella Camera dei Comuni sedessero dei cretini. Churchill non si scompose e replicò che questo fatto, innegabile, era la dimostrazione che il sistema costituzionale rappresentativo britannico era perfetto, in quanto pienamente rappresentativo.

Ora, naturalmente, questo non è il caso del consigliere Ficarra ma ti dà la misura del fatto che non bisogna dimenticare le origini.

Vedi il Prof. Tantillo, per menzionarne un altro a caso, che certamente cretino non è, che qualche giorno fa è intervenuto sulla politica nazionale e regionale; ne ha tutto il diritto, sia chiaro, ognuno può dire quello che vuole ed in questo caso avrà anche ricevuto, conoscendo i miei polli, espresso mandato a farlo.

Però, Tantillo che replica a Saverio Romano sul futuro degli assetti della “casa dei moderati” non si può sentire. È la stessa cosa di Ficarra che interviene su Miccichè.

Naturalmente voglio bene pure a Giulio, è un caro ragazzo, ma Direttore, è un fatto anche estetico, direi di steccati, oltre che di sostanza, oltre i quali bisognerebbe avere il pudore di non avventurarsi.

“Siamo d’accordo che esistono altri movimenti o partiti a cui guardare per un sano confronto sui programmi, come si fa tra buoni alleati - ha dichiarato il mio amico Giulio -. Ma ribadisco, nessuno si deve sentire ospite in casa altrui, perché siamo due realtà diverse. Sono consapevole però che anche una costruttiva dialettica è utile, se ancorata alla nostra identità moderata".

Le posso dire, Direttore, io non ci ho capito niente!! A cosa si riferiva? Professore Tantillo, quelli sono democristiani nell’animo, vuoi insegnare loro che cosa è l’area di centro moderata? A parte che questa storia degli ospiti in casa altrui rimane per me un mistero.

L’unica cosa che mi viene in mente è che il Professor Tantillo volesse essere certo della misura della moderazione. Per esempio, opposizione ad Orlando sì, ma con moderazione, come in questi anni di governo della città.

A giudicare dalla ‘moderata’ opposizione di Forza Italia di cui il Professore (Tantillo intendo) è leader in Consiglio ed a quanto pare anche fuori, Palermo deve essere proprio in condizioni perfette perché non mi pare che in questi anni di amministrazione Orlando si sia levata da Forza Italia una sola voce di dissenso su nulla, ivi compresa la nuova follia sulla mobilità con altre tre linee di tram, ivi compresa quella in via Libertà.

Ma il povero Giulio che povero non è perché su questa ‘moderata’ opposizione ha avuto il suo ricco tornaconto (ricco per modo di dire perché sempre di miserie politiche parliamo) è in ottima compagnia.

Miccichè, e sarà stato questo che avrà destato i sospetti dello sveglio Ficarra, ha recentemente dichiarato che Orlando è uno che può non piacere ma sa come si devono risolvere i problemi. Una sorta di Wolf, di Pulp fiction. Ve lo ricordate? Sono il signor Wolf e risolvo problemi.

Orlando nella mia considerazione è solo un venditore di tappeti, di quei venditori che ti mostrano un tappeto di pregio e nel pacco poi manco il tappeto ti fanno trovare.

Ma Miccichè è libero di avere di lui tutta la considerazione che ritiene e di credere a tutte le bufale che senza misura gli escono dalla bocca.

Deve stare solo attento che il Gange “non lo mastichi e lo sputi” oppure si stanchi di giocarci e se lo divori. Certo Miccichè è un po’ meno commestibile ma nonostante le apparenze è un ingenuone, un po’ di prudenza io mi sento di suggerirgliela.

Meno male che Orlando non è proprio il mio tipo. Certo non vado pazzo neppure per alcune uscite di Salvini, ma tra i due non ho dubbi a stare dalla parte di Salvini e certamente non voglio abbandonare gente che sta morendo in mare.

Con buona pace di Tantillo è bene però che mettano da parte questa spocchia su cui hanno campato fino ad adesso, profittando della spalle di Berlusconi che erano larghe e robuste.

Purtroppo queste spalle per il peso di tanti inetti ed incapaci stanno cedendo. Da anni in Forza Italia non sento un’idea originale od una proposta politica da difendere.

Il problema vero è che tutti agogniamo una nuova classe dirigente, ha detto Gianfranco Micciché, allora, non voglio il ritorno al passato, ma il presente non mi piace.

Caro Direttore, io e mio fratello Gianfranco, in questi ultimi tempi abbiamo avuto idee diverse e soprattutto opinioni diverse ma non sa quanto in questo, a cominciare da Forza Italia (naturalmente senza riferimenti personali però qualche nome mi viene facile facile), io sia d’accordo con lui.