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IL CASO

Consulenze, affidamenti e compensi
Foss, esposto alla Corte dei conti


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Il presidente Santoro: "Il nuovo Cda ha già dato mandato ai suoi legali di agire"

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Ancora un "colpo di scena" alla Fondazione Orchestra sinfonica siciliana. Una relazione di dieci pagine getta ombre sulla gestione della Fondazione orchestra sinfonica siciliana (Foss), nel cui Cda siedono due consiglieri che già ricoprivano lo stesso ruolo nel periodo sotto esame. Nel documento di cui l'Ansa è in possesso, consegnato all'attuale Cda ma anche alla Regione e inviato cinque giorni fa pure alla Procura della Corte dei conti, si parla di "problemi e anomalie" nella gestione della Fondazione.

Il rapporto, redatto dall'ex commissario ad acta Giovanni Riggio, che ha cessato il mandato dopo la nomina del Cda in carica, segnala consulenze e forniture affidati per importi sotto soglia per 'intuito persona' "in difetto alla trasparenza e alla libera concorrenza", l'utilizzo di personale precario in attività di programmazione artistica anziché in mansioni minori come si dovrebbe, compensi maggiori del previsto, gestione allegra del personale, un numero di permessi ai dipendenti eccessivo.

Il presidente del Cda Stefano Santoro, contattato da LiveSicilia, precisa alcuni punti della relazione, onde evitare che la nuova governance dell'ente possa essere coinvolta, quando, spiega, "è già intervenuta sugli aspetti segnalati". "La relazione - precisa Santoro - risale al 28 marzo 2019 ed è ben nota al Consiglio di amministrazione anche perché è stata trasmessa all'atto del passaggio delle consegne. Dopo alcune verifiche, tra i primi atti della nuova governance c'è l'avvio dell'azione legale nei confronti dell'ex sovrintendente Giorgio Pace sotto il duplice profilo della illegittimità dell'ammontare del compenso, 120 mila anziché 100 mila euro come previsto dalla Regione, e per avere percepito le indennità ancorché lo stesso fosse in stato di quiescenza e per la legge Madia non avrebbe potuto percepire quelle somme. In merito agli affidamenti effettuati dalla passata gestione e da Pace in particolare per le visite guidate del teatro, è stata immediatamente disposta dal Cda, proprio su mia proposta, la cessazione immediata del servizio perché affidata illegittimamente a una ditta esterna. Quanto all'utilizzo di personale precario in attività di programmazione artistica al teatro, ho inviato ormai un mese fa una nota all'Assessorato regionale al Lavoro per l'immediata restituzione di tutto il bacino degli ex pip presenti al teatro, per via della non funzionalità degli stessi. Il provvedimento però non è ancora arrivato".

Il documento emerge nel pieno delle polemiche per la nomina del nuovo sovrintendente della Foss, Ester Bonafede, che già in passato ha ricoperto questo ruolo. "Ma la relazione di cui si parla - tiene a precisare, parlando con LiveSicilia - non riguarda la mia gestione della Foss, bensì quella successiva, del sovrintendente Pace".

Dopo la nomina, da parte del Cda, sono esplose le polemiche, tant'è che non è ancora stato formalizzato il contratto. Anzi. Il presidente del Cda, Stefano Santoro, ha convocato per domani pomeriggio il Consiglio per la revoca della nomina. Un passo indietro contro cui si è scagliato l'Udc, partito che sostiene Ester Bonafede, ma anche il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, commissario di Fi in Sicilia, che ha ricordato al presidente Santoro di essere espressione della politica e quindi di assumersi le proprie responsabilità, altrimenti "faccia un passo indietro". A Bonafede viene contestato un contenzioso aperto con la stessa Foss, lei ha ribattuto che si è trattato della "normale" richiesta di pagamento di fatture emesse regolarmente senza però incassare i compensi proprio del periodo in cui ricoprì l'incarico di sovrintendente. Non solo. Chi contesta la sua nomina rileva che sono diverse le professionalità che avevano avanzato la manifestazione d'interesse per ricoprire il ruolo di sovrintendente, incarico che tuttavia rientra nello spoil system.