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PALERMO - LA SENTENZA

"La truffa della tabaccaia
Spariti 320 mila euro"


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Il Tribunale di Palermo

Condannata a sette mesi una delle dipendenti dell'attività commerciale di Villa Sperlinga

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PALERMO - L'impiegate della tabaccheria si sarebbe messa in tasca trecento mila euro di incassi. Così sostiene l'accusa che ha convinto il giudice Nicola Aiello. Tiziana Di Cristina è stata condannata a sette mesi di carcere per truffa.

Sarebbe stata lei la protagonista del meccanismo illecito che le avrebbe consentito di fare la cresta sui resi. In pratica, l'imputata avrebbe fatto finta che i clienti ritornassero nell'attività di viale Francesco Scaduto per restituire la merce poco prima acquistata,.facendosi ridare i soldi.

Tutto falso, secondo l'accusa. I titolari, vecchio e nuovo, dell'attività commerciale si sono costituti parte civile al processo con l'assistenza degli avvocati Rosario Fisichella e Melania Giannilivigni. Hanno ottenuto una provvisionale per il danno che sarà quantificato in sede civile. Furono loro ad accorgersi dei falsi resi, compresi 18 mila euro di sigari Griffinos, 16 mila euro di caramelle Ricola, 10 mila euro di cartine Rizla, 8 mila di accendini Bic.

Numeri che non hanno mai convinto il difensore dell'imputata, l'avvocato Luigi Mattei: “Non è stato acquisito alcun documenti fiscale che certificasse il volume di affari, né delle giacenze di magazzino. È impossibile che i titolari non si fossero accorti di nulla di fronte a questi numeri. Non può sfuggire la restituzione di centinaia di accendini in un solo giorno. La condanna si è basata sulla mera dichiarazione della parti offese”. Il ricorso in appello contro la sentenza, che riguarda fatti del 2010-2011, in parte prescritti e in parte prossimi alla prescrizione.