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Lo scrittore ricoverato

Andrea Camilleri non è cosciente
Immensa ondata d'amore dei lettori


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L'affetto batte gli odiatori. Dai personaggi celebri alle persone sconosciute si leva un solo grido: forza maestro


Alla fine sono di più, molte di più, le benedizioni e ha vinto il meglio, scacciando il peggio. Possiamo archiviare la vergognosa pagina degli insulti scagliati contro Andrea Camilleri nell'ora dello sciacallo e annotare l'abbraccio immenso di chi si stringe a un uomo nel momento della lotta.

Ci sono i siciliani celebri come Fiorello che grida il suo “Forza maestro”. “So che non hai paura di morire, ma resta ancora un po'", ha scritto su Instagram Peppino Mazzotta, cioè il Fazio del commissario Montalbano in tv.

Purtroppo, le notizie non rassicurano:  "Le condizioni sono stazionarie ma permangono critiche. La prognosi è riservata, il paziente non è cosciente", dice Roberto Ricci, direttore del Dea dell'ospedale Santo Spirito, che ha letto l'ultimo bollettino. "Il paziente è in assistenza con supporto respiratorio meccanico e farmacologico e sedazione farmacologica".

A margine c'è, dunque, una calda ondata di affetto che circonda la battaglia difficilissima di un ragazzo di 93 anni, perché questo amiamo nel maestro di Porto Empedocle, la freschezza del suo intelletto e del suo cuore.

Scrivono in tanti, anche sulle pagine social di LiveSicilia.it: “Sei il nostro Colapesce, chi lascia un patrimonio culturale come il tuo vive in eterno”. “Camilleri ti voglio bene tantissimo”. E c'è chi manda la sua lettera a colui che non può leggerla: “Gentile Andrea, da sempre le voglio bene forse perché condividevo i suoi libri con il mio babbo molto prima dei suoi successi televisivi.  Di lei so molte cose forse perché mi piaceva ascoltarla rapita... eh si! Rapita e divertita perché lei ha il dono dell'ironia e soprattutto dell'autoironia, così rara... Cosa posso aggiungere? Che le voglio molto bene e la ringrazio con affetto per tutta la bellezza che mi ha insegnato. La sua devotissima lettrice”.

Sono parole che vorrebbero trattenere qualcuno che si ama, che vorrebbero avere la forza di legarlo alla vita saldamente. Non servono allo scopo, disgraziatamente, ma sono necessarie. Ci dicono che siamo ancora capaci di amare, di soffrire e di sperare. Di essere persone.

Aggiornamento 17.20

"La forte fibra del paziente ci sta consentendo di proseguire come programmato l'iter diagnostico-terapeutico, con l'intento di supportare e stabilizzare la funzione degli organi vitali". Lo ha detto Roberto Ricci, direttore del Dea dell'ospedale Santo Spirito di Roma leggendo il bollettino medico sulle condizioni dello scrittore Andrea Camilleri. "Le condizioni cliniche dello scrittore Andrea Camilleri sono stazionarie ma sempre critiche - ha aggiunto - La prognosi rimane riservata".