Live Sicilia

Milano

Cadono le accuse a Bulgarella
"Ma resta lo scandalo italiano"


Andrea Bulgarella, scagionato bulgarella, trapani, Cronaca, Trapani

Nell'indagine sull'imprenditore trapanese la Procura ha chiesto l'archiviazione

VOTA
0/5
0 voti

TRAPANI - L'imprenditore Andrea Bulgarella è stato scagionato da ogni accusa anche dalla procura di Milano, dopo che lo scorso anno era stato prosciolto per mafia dal Gip di Firenze per insussistenza dei fatti. In fase di indagini preliminari il giudice aveva accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia toscana. Adesso cadono definitivamente anche le accuse per appropriazione indebita e concorso in truffa a carico di Bulgarella, Federico Tumbiolo, Fabrizio Palenzona e di altri dirigenti di Unicredit. Lo rende noto il gruppo imprenditoriale che fa capo al costruttore trapanese. La procura di Milano, a cui Firenze aveva inviato gli atti d'indagine per competenza territoriale, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Gip.

"Dopo il proscioglimento per mafia in fase di indagini preliminari a Firenze, accogliendo in pieno la richiesta di archiviazione avanzata dalla Dda, cadono definitivamente anche le accuse di truffa contro di me, Palenzona e altri dirigenti di Unicredit. Resta lo scandalo italiano di un'inchiesta nata da sospetti di falsi collaboratori di giustizia". Lo afferma, in una nota, il costruttore siciliano Andrea Bulgarella. "Gli approfondimenti - prosegue Bulgarella - hanno dimostrato che la situazione era esattamente l'opposto: il mio gruppo aveva iniziato una serie di azioni nei confronti di Unicredit per fare valere, giustamente, le proprie pretese. Circostanza, questa, che viene anche evidenziata nel provvedimento di archiviazione, che accoglie tutte le tesi della difesa. Si chiude così un'indagine iniziata addirittura nel 2013. Resta, però, lo scandalo tutto italiano di un'inchiesta nata da elementi irrilevanti, da ricostruzioni inesatte e illogiche, da sospetti di falsi collaboratori di giustizia, che ha creato un grave danno di immagine a tutta l'attività del gruppo, leader nell'edilizia di qualità dato che l'inchiesta ha avuto una grande eco sui giornali e le tv".