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Il punto

Resa dei conti in Forza Italia
E la coalizione va in pezzi


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Milazzo contro Armao. E Pd e 5 Stelle parlano di governo al capolinea.


Doveva essere un dibattito sullo scottante tema dell’accordo tra Stato e Regione sulle boccheggianti ex province. Si è trasformato da subito in un redde rationem interno a Forza Italia, con il capogruppo Giuseppe Milazzo, fedelissimo di Gianfranco Micciché con la valigia pronta per trasferirsi all’Europarlamento, che spara a zero su Gaetano Armao, quello che il suo leader politico ha definito un”ex assessore”.

L’intervento di Milazzo è una requisitoria che vede sul banco degli imputati l’assessore all’Economia, per un accordo ritenuto insoddisfacente. Peccato che quell’accordo, fa notare lo stesso Armao e non solo lui, porti in calce la firma del presidente della Regione Nello Musumeci e sia stato condiviso, e difeso, da tutto il governo. E allora a quel punto hanno buon gioco le opposizioni, Pd e 5 Stelle, a mettere in evidenza questo punto, politicamente senz’altro enorme. Giuseppe Lupo del Pd dice che si è aperta una crisi di governo, visto che il primo partito della coalizione sconfessa in modo così plateale l’operato della giunta. Analoghi gli interventi dei grillini che parlano di “agonia” della maggioranza. Quella maggioranza-minoranza dove volano stracci, con il capogruppo del movimento di Musumeci Alessandro Aricò che dice “vergogna” mentre parla Milazzo e poi dal pulpito gli augura di andare “presto a rappresentare la Sicilia in Europa dove però non avrà un presidente che gli dà così tanto spazio". Una bella arietta, non c’è che dire.

La notte dei lunghi coltelli del rimpasto si avvicina e l’attacco alla poltrona di Armao si fa sempre più violento. Riuscirà a resistere il vicepresidente della Regione, che oggi ha ricordato tra l'altro come quell’accordo sulle ex Province è stato apprezzato da Anci e sindacati? E riuscirà Musumeci, mentre pianifica lo sbarco oltre Stretto del suo movimento, a tenere incollata una coalizione così ballerina? Lo scopriremo nelle prossime settimane. Per i primi di luglio dovrebbe arrivare il rimpasto e lì si tireranno le somme. O le sottrazioni.