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STRADE SICILIANE

Toninelli: "Musumeci dia un nome
Ho fretta, non perdiamo tempo"


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Il ministro M5s incalza il presidente della Regione per la nomina del commissario

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Strade e accoglienza i due temi caldi che il ministro dei 5 Stelle Danilo Toninelli, con delega alle Infrastrutture e ai Trasporti, ha affrontato nel corso della sua visita a Palermo. "Voglio fare velocemente, ho fretta, il decreto attuativo previsto dal decreto 'Sblocca cantieri' per il commissario per le strade provinciali deve essere fatto entro trenta giorni. Non ho voglia di perdere tempo, spero che domani Musumeci sia a Roma", ha affermato, a proposito della nomina del commissario straordinario per le strade provinciali in Sicilia.

Domani è in programma un incontro a Roma con alcuni presidenti di Regione, tra cui il presidente siciliano Nello Musumeci, che sabato scorso ha, dal palco della convention di Diventerà bellissima ha definito il ministro "una calamità nazionale". "Qualcuno spieghi al ministro - aveva aggiunto - che in Sicilia le strade sono di competenza comunale, provinciale e Statale. Le nostre strade sono in mano allo Stato. Toninelli viene qui solo per fare campagna elettorale".

"Spero di riuscire a incontrare il presidente Musumeci - ha detto Toninelli, che oggi ha incontrato il provveditore per le Opere pubbliche di Sicilia e Calabria Gianluca Ievolella - .Un po' di tempo fa gli abbiamo dato una terna di nomi. Sono disponibilissimo, il governatore scelga un nome dentro quella rosa, se non dovesse scegliere nessuno, sono pronto a incontrarlo in maniera franca e senza polemiche per scegliere insieme il nome".

"Stiamo intervenendo su tanti dossier siciliani - ha proseguito il ministro. - L'Autorità sullo Stretto prima non c'era e ora c'è, è un grande vantaggio anche in termini occupazionali, e partirà a brevissimo". E sulla mancata intesa con la Regione Siciliana rispetto alla nomina di Mario Paolo Mega al vertice dell'ente, Toninelli ha detto: "Abbiamo fatto una proposta al governatore Nello Musumeci di una figura emersa attraverso una 'call' e il miglior profilo è stato scelto. Sembra che la Regione non lo abbia accettato, ma c'è un accordo di maggioranza su quella figura e andremo avanti sulla nomina che finalmente partirà".

Il ministro è intervenuto anche sulla questione immigrazione: "Per chi viola le regole i porti rimangono chiusi al 100%", ha detto. E in particolare, ha commentato con i giornalisti il caso della Sea Watch, che si trova ancora al largo di Lampedusa in attesa dell'indicazione di un porto sicuro: "La Sea Watch aveva ricevuto da parte della guardia costiera libica il segnale di coordinamento delle operazioni. Purtroppo, hanno deciso di voltarsi dall'altra parte e di andare a nord, verso l'Italia, cosa che per il diritto del mare non va bene e di conseguenza non possono approdare in Italia". "Abbiamo portato sul suolo italiano le persone che si trovavano in difficoltà, quindi, in stato precario di salute - ha proseguito Toninelli -. Significa che l'umanità e il senso di aiuto in Italia non vengono mai meno, ma dopo vengono anche la legalità e la sicurezza".

"Tra le più grandi responsabilità della politica c'è quella di evitare che i tanti giovani siciliani e del Mezzogiorno siano costretti a lasciare la propria terra, nonostante abbiamo studiato e siano qualificati, per andare a cercare lavoro e fortuna lontano da casa e dai loro affetti familiari", ha detto infine il ministro, intervenendo in Curia a Palermo alla presentazione del libro 'Divino Tempio', prodotto dal Provveditorato delle opere pubbliche Sicilia e Calabria. "Stiamo cercando come governo di porre in essere tutte quelle misure e provvedimenti che possano inoltre creare le condizioni affinché la Sicilia e le sue parti più nascoste possano essere visitate e fruite a pieno anche migliorando le strade e le infrastrutture che consentono la mobilità sicura all'interno della vostra meravigliosa Isola", ha aggiunto Toninelli.