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L'INTERVISTA

"Forza Italia non si è rinnovata
Investiamo su Musumeci e Razza"


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Luigi Genovese, tra i fondatori del gruppo Ora Sicilia all'Ars, spiega il suo addio al partito di Miccichè

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"Non mi sento una 'terza gamba', mi sento solo un parlamentare regionale che assieme a due validissime colleghe ha scelto di investire su un brand: il duo Musumeci-Razza". Luigi Genovese, giovanissimo deputato dell'Assemblea regionale siciliana, con una lunga storia politica familiare, ammette senza difficoltà che vive la decisione di fondare Ora Sicilia all'Ars come una presa di coscienza: "Non una scelta contro qualcuno, ma l’idea di investire in un progetto a lungo termine per la Sicilia".

In realtà, tempo fa, lei fu accostato ai ribelli di Forza Italia, un gruppo di parlamentari regionali che contestava la guida di Giuseppe Milazzo e, indirettamente, del presidente dell’Ars Gianfranco Miccicihè.
"Non mi è mai piaciuto pensare di far parte di una corrente. Io, in prima persona, ho avuto difficoltà personali col mio partito, altre quattro persone ne hanno avute di simili. Si è determinata ai tempi anche qualche uscita dal gruppo, ma le mie motivazioni erano diverse rispetto a quelle dei ribelli. Se poi è capitato che in aula ci fosse qualche azione congiunta fu solamente un caso".

Che genere di problemi ha avuto con il suo partito, Forza Italia?
"Forza Italia è stato il mio partito di riferimento dal primo giorno in cui ho deciso di entrare in politica. Al Pd era iscritto mio padre, io ho scelto da subito Forza Italia; non alle ultime, ma alle precedenti Europee io già votai per Miccichè. Poi però il partito ha faticato a instradarsi verso un rinnovamento, non c’è allineamento con l’epoca moderna".

Quale volto, secondo lei, potrebbe rappresentare il rinnovamento del partito?
"Non me la sento di esprimermi in questa direzione, a maggior ragione oggi che ne sono uscito. Ribadisco però che la mia scelta non è stata contra personam".

Quindi nemmeno contro il capogruppo all’Ars Milazzo?
"Ero il suo vicepresidente, a lui posso solo dire grazie per il percorso che abbiamo fatto insieme. Gli auguro di fare benissimo a Bruxelles, ero molto sicuro della sua vittoria. Non l'ho votato, e lui lo sa bene, ma sa anche che tra di noi abbiamo parlato chiaramente".

E questa volta per chi ha votato e ha fatto votare?
"Angelo Attaguile".

Quindi è vero che il suo interesse politico si sta spostando verso la Lega di Matteo Salvini?
"Non c'è un percorso politico nazionale al momento. Le logiche che sto seguendo sono regionali, ho scelto di aderire al progetto federativo proposto da Nello Musumeci".

Ora Sicilia diventerà un partito?
"Al momento è una bella formazione politica regionale. Ora Messina a Messina è stato il secondo movimento più votato dopo i 5 Stelle alle ultime Amministrative. Lì ho cominciato un percorso col mio territorio. Adesso col sostegno delle mie colleghe Lantieri e Ternullo abbiamo dato vita a un contenitore idee. Non so se sarà mai un partito, ma di certo dialogheremo con tutti i partiti".

Il primo tentativo di dialogare con Cantiere Popolare di Saverio Romano non è andato a buon fine…
"Ho apprezzato le intenzioni di Luisa Lantieri. Romano ha parlato impropriamente di mercato delle vacche. Romano però è bene che ricordi che è stato sostenuto anche dalla Lantieri alle ultime Europee. Ovviamente la porta resta aperta: se Romano vorrà dialogare noi, che rappresentiamo un centro moderato e aperto, non ci saranno preclusioni".

Anche Popolari e autonomisti, da cui arriva Daniela Ternullo, ha criticato la vostra "mossa".
"Ecco, le dichiarazioni di Carmelo Pullara (capogruppo di Popolari e autonomisti all’Ars, n.d.r.) non le ho capite: noi stiamo già dialogando con Popolari e autonomisti".

Pensa che ci siano altri deputati regionali pronti ad aderire al vostro gruppo?
"Proprio perché non c'è un mercato delle vacche, non so dirle. Il nostro obiettivo non è crescere in numero, ma come unione di intenti. Se qualcuno ci sta, lo sfondo è chiaro: è Nello Musumeci".

Si parla di un interessamento di Vincenzo Figuccia o di Marianna Caronia, tra i più vicini.
"Sono entrambi degli amici, ma non so cosa decideranno di fare. Ora Sicilia nasce per aggregare oltre i partiti, oltre le problematiche, oltre le vecchie logiche. L'idea è quella di fare una federazione che rispecchi la storia di tutti. Ora Sicilia è il contenitore dei moderati".

Come mai non avete scelto di aderire a Diventerà Bellissima?
"È un movimento più a destra di quanto vorrei".

A Palazzo dei Normanni c’è chi dice che l'"eredità" di suo padre, con le sue vicende giudiziarie, non sia compatibile con l’etica che il presidente Musumeci ha voluto per Diventerà Bellissima
"Non penso che Diventerà Bellissima faccia la lista dei buoni e dei cattivi, ma punta a far tornare la Sicilia bellissima. Inoltre, io non penso che la storia possa pesare sulle spalle di qualcuno, io penso soltanto che dalla storia si possa imparare, non dimenticare e sicuramente arriva sempre il tempo del bilancio. Il mio bilancio personale sulla storia di mio padre ovviamente pende per l’innocenza. Sarà il tempo a darci ragione".

Insomma, non c’è dubbio che il governo regionale, da sempre in deficit di numeri a Sala d’Ercole, potrà contare su un nuovo gruppo a suo favore.
"C'è un Parlamento lento per dinamiche che ci portano a non avere una maggioranza stabile. L'idea è quella di poter rinforzare la maggioranza, sì, per permettere a Musumeci di fare sempre bene e meglio: questo è il nostro obiettivo".

Musumeci come ha commentato la nascita di Ora Sicilia?
"Ho sentito in questi mesi sia il presidente sia l’assessore Razza ma nessuno dei due ha fatto alcuna pressione per farlo nascere. A razza ho chiesto qualche consiglio, visto che lo considero l’assessore più smart del governo, ma è stato soltanto consigliere, non artefice".

Quali sono i primi obiettivi che cercherete di raggiungere all’Ars?
"Io tengo particolarmente al disegno di legge depositato in prima commissione sul consiglio comunale dei giovani. Affronteremo anche tematiche ambientali, alle quali Daniela Ternullo è molto vicina, e questioni legate agli enti locali grazie all’esperienza di Luisa Lantieri. Si dovranno anche riorganizzare le commissioni, alla luce della nostra esistenza: non nascondo che la Commissione Statuto è una di quelle che mi interessa di più".