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La richiesta

Migranti, polemiche e porti chiusi
Sea Watch: appello a Strasburgo


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Potrebbe esserci l'intervento delle'Europa. L'attesa per eventuali "misure urgenti". Parla Salvini.

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STRASBURGO - La Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di "misure provvisorie" da parte della Sea Watch 3 per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco dei migranti. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all'Italia di adottare quelle che vengono definite "misure urgenti" e che "servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani".

Le informazioni richieste dalla Corte al governo italiano riguardano sia le persone già sbarcate dalla Sea Watch 3 che l'attuale situazione sulla nave dell'ong. Lo ha reso noto la stessa Corte, specificando che per quanto riguarda le persone già sbarcate ha chiesto a Roma di informarla sul loro numero, sul loro stato di eventuale vulnerabilità e sulle misure che le autorità intendono prendere nei loro confronti. La Corte di Strasburgo ha invece chiesto alla Sea Watch informazioni "sulle condizioni fisiche e mentali di quanti sono ancora a bordo e dettagli sul loro eventuale stato di vulnerabilità".
La Corte attende le risposte entro oggi, poi prenderà la sua decisione.

La Diocesi di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato i migranti della Seawatch". Così l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, al termine della messa San Giovanni, patrono della città. "Rivolgo una preghiera speciale a San Giovanni, che ha sempre difeso i poveri - ha aggiunto - Chiedo a lui di dare una mano per risolvere il problema che stanno vivendo le persone a bordo della SeaWatch. Per essere concreti la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere questi fratelli e sorelle".

La Diaconia Valdese, l'ente ecclesiastico che gestisce le strutture di accoglienza della Chiesa valdese, ha scritto al Quirinale per chiedere un intervento sulla Sea Watch, da giorni ferma al largo delle coste di Lampedusa con 43 migranti a bordo. "Ci appelliamo a Lei - si legge nella missiva - affinché non venga assunto dall'Italia alcun provvedimento che sia in contrasto con il rispetto dei diritti umani, il buon senso e l'eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, che vede il sacro e inderogabile principio della solidarietà richiamato nell'art. 2 della nostra Costituzione".

"L'Unione Europea vuole risolvere il problema Sea Watch? Facile. Nave olandese, ong tedesca: metà immigrati ad Amsterdam, l'altra metà a Berlino. E sequestro della nave pirata. Punto". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.  

"Quella a cui stiamo assistendo in queste giornate è una situazione diventata ormai insostenibile. Soltanto nell'ultima settimana a Lampedusa sono sbarcate oltre 100 persone, nel silenzio del governo e senza clamori, mentre a bordo della Sea Watch 3 si è scelto di creare delle condizioni di paura e di incertezza francamente ingiustificabili". Così il neo europarlamentare del Pd Pietro Bartolo sui social network. "Per questo - prosegue il medico di Lampedusa - ci appelliamo con forza alla Corte di Strasburgo, affinché si metta al più presto la parola fine al limbo in cui sono stati relegate le persone a bordo della nave della Ong. Non fatico a immaginare che anche la Corte di Strasburgo possa riscontrare le tante violazioni dei diritti umani che si stanno commettendo in queste ore. Da un ministro che quelle violazioni le ha messe nero su bianco in un decreto legge, purtroppo, non ci aspettiamo niente di diverso. Da Strasburgo, invece, sì".