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L'ex Pip e il consigliere della Foss
"La nomina di Marcellino è illecita"


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Le "accuse" della capogruppo Udc Eleonora Lo Curto in Commissione Bilancio. Il confronto con il presidente Santoro

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"Ci sono e c'erano i presupposti per il commissariamento del Consiglio di amministrazione. I lati oscuri restano così tanti che ho fatto richiesta di trasmettere tutti gli atti alla Procura della Repubblica". La richiesta, pesante, arriva dalla
capogruppo dell'Udc all'Ars Eleonora Lo Curto. Il momento della resa dei conti con il presidente della Foss Stefano Santoro è arrivato oggi, in Commissione Bilancio a Palazzo dei Normanni, durante una seduta in cui si è parlato delle problematiche finanziarie e gestionali della Fondazione. "Quelle che mi sembravano criticità, alla fine della discussione mi sono apparse chiaramente come illeciti", aggiunge Lo Curto.

E se la scintilla che ha fatto scoppiare l'incendio è stata la nomina e la revoca, rapidissima, di Ester Bonafede per la carica di sovrintendente della Foss, ci sono altri "fatti invalicabili" che secondo Eleonora Lo Curto meritano attenzione: a cominciare dalla posizione "dubbia" del consigliere di amministrazione Giulio Pirrotta.

Pirrotta (come si evince anche dal sito internet dell'associazione) è anche presidente dell'associazione Ars Nova, associazione siciliana per la musica da camera, e sarebbe incompatibile, la denuncia della Lo Curto, con il suo ruolo nel Cda in quanto, prima del suo insediamento, avrebbe venduto, per conto dell'associazione che dirige, alcuni spettacoli alla Foss. Nella stessa associazione, tra l'altro, ha raccontato la capogruppo Udc in Commissione citando le carte dell'esposto alla Corte dei Conti presentate dall'ex commissario Nanni Riggio, lavorerebbe anche uno degli ex Pip impiegati al Teatro Politeama, Lino Pellerito. "Ho chiesto a Santoro se sapeva che Pirrotta era presidente dell'associazione che aveva venduto spettacoli alla Foss, omettendo di fare questa dichiarazione nel suo curriculum all'atto dell'insediamento nel Cda. Fatto rilevato da Riggio e su cui Santoro glissa", accusa Lo Curto.

"Non glisso - si difende il presidente Santoro - si tratta di dichiarazioni già note e affrontate, ma farò ulteriori approfondimenti. Sugli ex Pip, come ho già detto, ho fatto richiesta all'Assessorato al Turismo di ritirarli. Il primo gruppo è già stato trasferito, il secondo gruppo 'da bollino rosso' sarà trasferito a breve".

Santoro, davanti ai parlamentari della Commissione Bilancio, ha illustrato punto per punto tutte le azioni che ha intrapreso nei confronti dell'ex sovrintendente Giorgio Pace: dalla retribuzione superiore al massimo stabilito dalla Regione e non prevista in base alla legge Madia all'assegnazione senza gara di evidenza pubblica del servizio di visite guidate al Teatro Politeama. "A differenza di altri - ha detto Santoro - io non mi limito a fare segnalazioni, io ho dato mandato ai nostri legali di procedere per ripristinare una situazione di legalità nella Fondazione, nell'interesse prima di tutto di tutti i cittadini siciliani".

Il cuore dello scontro, è innegabile, è la nomina e la revoca di Ester Bonafede per la carica di sovrintendente. "È inaccettabile  - ha sostenuto Lo Curto in Commissione Bilancio - che nella delibera di nomina siano state inserite clausole vessatorie sull'insussistenza di cause di incompatibilità, clausole mai viste prima. Santoro, che è avvocato, dovrebbe sapere che un procedimento giudiziario non si chiude in una settimana ed è una decisione bilaterale. Non ne faccio una questione politica, ma è ovvio che dobbiamo verificare cosa è successo. È un nostro diritto di parlamentari regionali che svolgiamo anche funzione ispettiva sugli enti che ricevono contributi pubblici, soldi dei siciliani".

In più, sottolinea Lo Curto, anche la nomina di Antonino Marcellino potrebbe rappresentare un illecito. "Santoro ha spiegato in Commissione di aver scelto il curriculum tra i 34 pervenuti alla Foss dopo l'avviso di selezione pubblica. Ma quell'elenco avrebbe cessato di avere validità una volta scelto un sovrintendente, così come è scritto nero su bianco nel bando. Quindi, nominata la Bonafede, l'elenco non era più considerabile e si sarebbe dovuto procedere con una nuova selezione. Per queste ragioni, la scelta di Marcellino è da considerarsi tutt'al più in qualità di esterno, al di fuori di quella lista di candidati".

Per il Pd, semplicemente, si tratta "ancora una volta della logica di spartizione delle poltrone". "La competenza musicale del neo sovrintendente che vanta un curriculum da musicologo e docente – dice il parlamentare regionale Pd Anthony Barbagallo - non credo possa bastare a guidare un’istituzione culturale di eccellenza nel panorama artistico musicale nazionale. Basti pensare che solo grazie alla conduzione virtuosa degli ultimi anni la Foss ha archiviato la pesante crisi di gestione che aveva pesato gravemente anche sui musicisti e sull’offerta artistica. Chiederò l’accesso agli atti – conclude il parlamentare Pd – per verificare le competenze degli altri candidati che hanno partecipato al bando".