Live Sicilia

L'apocalisse

Puzza, sporcizia e indifferenza
Palermo del colore della munnizza


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Rifiuti e cattivi odori. Caldo. Bellolampo brucia. Uno sfacelo. Ma di chi è la colpa? FOTO


PALERMO- Primo e un po' minimale scenario apocalittico. Ristorantino quasi nel cuore di Mondello. Cibo ottimo, amici ben disposti, prezzi confortevoli. Di fianco all'ingresso, una catasta gigantesca di munnizza, beffardamente impilata su un rassegnato cassonetto. Il proprietario è disperato: “Hanno pulito qualche giorno fa e siamo di nuovo in emergenza”. Gli avventori divorano la freschissima insalata di mare, cercando di non pensare a quel monumento funebre della civiltà. Palermo insegna l'arte della dissimulazione a chi deve sopravviverci.

Secondo scenario apocalittico. Fa caldo, oggi. Già dalle sei del mattino i primi esploratori hanno avvertito coloro che ne avrebbero calcato le orme qualche ora dopo: attenzione, ci sono più di trenta gradi. Pure questa è arte della sopravvivenza. Chi si trova in mezzo al fuoco coltiva la necessità dell'allarme sociale, prima di accartocciarsi su se stesso con un ultimo grido di protesta. Facebook ha aggiunto una freccia in più all'arco della comunicazione urgente. Se non l'avesse inventato Zuckerberg, sarebbe stato fondato quaggiù e si sarebbe chiamato 'Faichidduchibuoi (ma noi ti avvertiamo)'. Peccato non averci pensato prima.
Nel frattempo, Bellolampo brucia, aggiungendo miasmi pestiferi alle ustioni di una giornata cattiva. Lo scenario non ha bisogno di ulteriori didascalie.

Palermo Apocalisse è un titolo di giornale così eterno da non sembrare più nemmeno credibile. Ma non finisce mai di essere verosimile.

La battaglia attuale e perduta contro la munnizza, per esempio. Il Comune lancia un patto per il decoro, la pulizia straordinaria; poi deve ricorrere alla linea dura, con le multe. Si fa riferimento a una non meglio precisata 'organizzazione criminale del materasso'. Con la carezza o con il pugno le strade insistono nel somigliare a discariche, casualmente circondate da palazzi, negozi e alberi.

E c'è chi chiama in causa comunque l'amministrazione, perché, a prescindere dalle responsabilità, la tentazione della chiosa sullo sfacelo sempre ghiotta è. Sostiene l'onorevole Vincenzo Figuccia: “Quello dei rifiuti per strada e dei cattivi odori che ammorbano la nostra città, è ormai un fatto ordinario: l'amministrazione comunale, il sindaco e chi parla per suo conto, piuttosto che puntare il dito sui palermitani rei di gettare l'immondizia nei rispettivi cassonetti stracolmi, facciano mea culpa per un'incapacità di gestione sotto gli occhi di tutti”.

La replica indiretta di Giuseppe Norata, amministratore della Rap che combatte la complessa battaglia contro la marea di sozzure. Il riferimento riguarda venerdì scorso: "Un quantitativo esorbitante, non giustificato dall'evidente ed innegabile rallentamento della raccolta. Come dimostrano le foto fatte dai nostri stessi operatori, ancora una volta sembra che nel momento di difficoltà vi sia stato un ulteriore aggravio di comportamenti scorretti, con l'aumento degli ingombranti in strada e l'abbandono fra i rifiuti indifferenziati anche di tutto quello che sarebbe, invece, facilmente smaltibile in modo separato". La commistione tra i disservizi e la barbarie si può descrivere con la metafora di un nodo inestricabile. Non si scioglie. Non se ne esce.

E poiché l'apocalisse morde sempre il più disgraziato, ecco, appunto, l'ultimo rogo di Bellolampo. L'assessore Giusto Catania verga di getto sui social: "E quattro! Primo incendio al TMB che ha bloccato per 10 giorni una linea dell'impianto; poi un altro incendio dentro la discarica a fine turno che, senza un intervento tempestivo degli operai di Rap, avrebbe potuto fare molti danni; l'altra notte un incendio sulla strada provinciale al confine con la discarica; stamattina quarto incendio che sta impedendo agli autocompattatori di andare a conferire. In città, malgrado il grande lavoro di questi giorni, ci sono ancora tanti rifiuti per strada... e onestamente quattro incendi in un mese destano qualche inquietante sospetto. Vuoi vedere che qualcuno a Palermo sta scommettendo sui rifiuti per strada? Noi andremo avanti a tutela del servizio pubblico".

Aggiunge il presidente dell'Antimafia regionale Claudio Fava: “Il quarto incendio, in meno di un mese, che interessa l’area della discarica di Bellolampo a Palermo, è motivo di forte preoccupazione. Per i problemi che determina nella gestione della raccolta in città e nei comuni della provincia e per la necessità di utilizzare in emergenza altri impianti, quasi sempre privati, per il conferimento dei rifiuti. Quello dei rifiuti e un business con un giro di affari milionario su cui la commissione regionale antimafia intende svolgere un approfondimento. Per questo nei prossimi giorni con ascolteremo i vertici dell’azienda Rap e rappresentanti dell’amministrazione comunale”.

Intanto, ecco un altro giorno di indifferente apocalisse. L'aria densa di fumo. I cassonetti stracolmi regnano. Le voci di chi amministra e di chi critica si fondono in canti e controcanti flebili nelle orecchie di chi deve comunque sopravvivere come se niente fosse. Così, tra un tuffo a Mondello e un pensierino al prossimo Festino, la città del colore della munnizza non respira più.