L'iniziativa 'Resto al Sud'| In Sicilia 581 progetti - Live Sicilia

L’iniziativa ‘Resto al Sud’| In Sicilia 581 progetti

Il programma degli investimenti supera 37 milioni di euro. Armao: "Puntare sul digitale"

PALERMO – In Sicilia salgono a 581 i progetti di Resto al Sud, la misura creata dal governo nazionale per incentivare la crescita delle imprese avviate da giovani imprenditori, in età compresa tra 18 e 45 anni, nel Mezzogiorno. Il programma degli investimenti supera 37 milioni di euro e la creazione di 2.213 posti di lavoro. A illustrare i risultati della misura di finanziamento di Resto al Sud è stato il regional manager di UniCredit e presidente della commissione regionale dell’Abi, Salvatore Malandrino, nel corso di un incontro che si è svolto oggi a Palermo nell’aula magna della facoltà di Economia.

Le iniziative imprenditoriali che fanno parte della misura riguardano la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca, acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo. I richiedenti possono ricevere un finanziamento massimo di 50mila euro per la durata di otto anni, comprensiva di un periodo di preammortamento di due anni, corrispondente a quattro rate. L’agevolazione copre il 100 per cento delle spese ammissibili: contributo a fondo perduto pari al 35 per cento dell’investimento complessivo, finanziamento bancario pari al 65 per cento dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

All’incontro hanno partecipato il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari, l’assessore del comune di Palermo Giovanna Marano e il vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao. Oltre a Malandrino è intervenuto Vincenzo Durante, responsabile occupazione, incentivi e innovazione Invitalia. Il seminario si è chiuso con l’intervento di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia. “La Sicilia oscilla tra la seconda e la terza regione per domande presentate alle agevolazioni di Resto al Sud – ha detto Arcuri – I risultati sono soddisfacenti, ma c’è ancora spazio per rendere la misura più capillare nelle regioni del Sud”.

“Mi rivolgo direttamente ai ragazzi… Sì perché oggi i nostri interlocutori sono la parte sociale più direttamente impegnata nella costruzione del futuro. Chi vi ha preceduto, e lo ha certificato proprio ieri l’ultimo rapporto dalla Svimez, ha lasciato il Sud in una condizione devastante. Per un errore nelle politiche di sviluppo degli ultimi 20 anni, lo Stato, piuttosto che investire ha invece disinvestito nell’area del Mezzogiorno, commettendo l’errore più grave… Non puntare sulle nuove generazioni e sulla loro capacità di creare famiglia, impresa e futuro.”. Così Armao nel corso del suo intervento. “Il dato che emerge è molto preoccupante, ma dobbiamo muoverci. – ha continuato Armao nel suo intervento – Al Sud mancano circa 70 miliardi di investimento, i due miliardi di ‘Resto al sud’ non possono che essere l’inizio di una strategia più ampia, è quindi fondamentale usare bene questa misura. Partiamo dalle competenze, nelle imprese come nel settore pubblico, serve una grande campagna di reclutamento dei giovani, in particolar modo nella Pubblica Amministrazione, senza la quale gli apparati pubblici siciliani sono destinata ad implodere. I giovani devono restare al Sud, in special modo in Sicilia, per far crescere le imprese, ma c’è bisogno di una seria politica infrastrutturale. Colgo l’occasione per ribadirlo, non servirebbe a niente finanziare un’impresa, anche con i fondi di “Resto al Sud”, se poi le si impedirebbero gli spostamenti aerei, dato il costo attualmente proibitivo dei biglietti aerei dagli aeroporti siciliani alle mete business italiane, europee ed internazionali. E’ scandaloso che un giovane startupper siciliano debba spendere oltre 500 euro per spostarsi per lavoro, quando i suoi competitor si muovono con meno di un terzo di quella cifra. Senza parlare poi del danno che queste esose tariffe aeree provocano al Turismo, parte fondamentale del PIL regionale.  Ci vuole una spinta collettiva, per il Sud. Ed in questo il Governo regionale sta facendo il massimo possibile per fornire gli strumenti digitali. La Sicilia è oggi la prima regione in Italia per infrastruttura digitale, con una copertura in Banda Ultra Larga del 90% suo del territorio. E’ un lavoro sotterraneo, con cavi in fibra ottica che passano nel sottosuolo, che porterà nel 2022 la Sicilia ad essere l’area più infrastutturata d’Europa. Palermo meglio di Londra. Utilizzare meglio i fondi europei, è oggi una necessità, siamo passati in un anno dallo 0,79 al 17,79 di spesa certificata, bisogna però spenderli bene per superare il divario tra la Sicilia e le regioni del Nord e soprattutto per recuperare il vantaggio competitivo. Vi stimolo a spingere di più sull’ICT, guardare al digitale è fondamentale nel presente ma ancora di più per il futuro della nostra Isola.  Con la legge di bilancio, proporremo “Resto in Sicilia”, offrendo fiscalità di sviluppo mediante l’abbattimento del gettito che incassa la Regione per le imprese che passeranno l’esame di “Resto al Sud”, con lo scopo di unire un vantaggio fiscale a quello finanziario. L’idea è quella di esentare, attraverso la fiscalità di sviluppo, una quota parte di IVA, Ires e Irpef per un tot di anni alle startup, consentendone la crescita”.


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