Così agivano i "furbetti del cartellino" dei servizi cimiteriali di Palermo

“Cartellini nascosti dietro il quadro e timbrature multiple”

Ecco lo stratagemma per assentarsi dagli uffici dei Servizi cimiteriali

PALERMO – Erano certi dell’impunità e se la prendevano comoda. Anzi comodissima. Sono gli assenteisti dei Servizi cimiteriali del comune di Palermo. Immagini e pedinamenti spazzano via ogni dubbio sul modus operandi.

Ci sono casi meno gravi – tanto che il gip Ermelinda Marfia ha deciso di non applicare la misura cautelare dell’obbligo di firma – per il numero di ore di assenza e casi di assenteisti abituali. Un addetto alle pulizie, ad esempio, si è fatto timbrare il cartellino da un collega 51 volte in 40 giorni di lavoro.

Per i casi più gravi, compresi quelli che riguardano persone con precedenti penali, il giudice ha accolto la richiesta di misura cautelare avanzata dai pubblici ministeri e gli indagati ogni sera dovranno presentarsi in caserma.

Chissà da quanto tempo andavano avanti le cose invia Lincoln. Poi sono arrivate delle denunce anonime e quella di un funzionario comunale a mettere fine al malcostume.

Gli anonimi erano piuttosto informati. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno piazzato le telecamere davanti alle macchinette dove si timbrano i tesserini. La timbratura multipla era un’abitudine. A turno i dipendenti registravano entrata e uscita dei colleghi che risultavano così presenti.

Si erano pure inventati uno stratagemma. Nascondevano i badge dietro una stampa (l’immagine dell’artista Pippo Rizzo raffigurante due carabinieri in alta uniforme non li ha fatti recedere dai cattivi propositi), chi arrivava timbrava per tutti.

Si va da assenze di pochi minuti a intere mattinate, trascorse in giro per la città a fare la spesa al mercato Ballarò, pagare le bollette alle Poste o versare i soldi in banca.

Il secondo filone dell’inchiesta, affidato dal procuratore aggiunto Sergio Demonitis e dai sostituti Francesca Mazzocco e Andrea Fusco ai vigili urbani, nasce da un esposto del funzionario comunale Paolo Di Matteo, responsabile Unità operativa trasporti dei servizi cimiteriali. Il funzionario segnalava anomale cointeressenze fra gli operatori comunali e gli impresari funebri.

L’ufficio si occupa dei trasporti di persone decedute e indigenti oppure affianca il personale delle agenzie private per agevolare la discesa della salma dall’abitazione, l’arrivo in chiesa e il trasferimento al cimitero per la tumulazione. Ed invece, giunti a casa del defunti, gli operai salutavano gli impiegati della agenzie e poi andavano a sbrigare le faccende personali.


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