Veni, vidi, Toni... L'assessore più veloce che c'è

Veni, vidi, Toni… L’assessore più veloce che c’è

Verrebbe quasi da sorridere, se Palermo non fosse ridotta com'è.

PALERMO- Toni Costumati, ovvero, in palermitano stretto, manco ‘u tiempo. Neanche il tempo di diventare assessore che già non lo è più, per le note vicende , al Comune di Palermo. Cioè per gli scazzi tra il padrone di casa pro tempore e gli inquilini renziani. Peccato, verrebbe da dire, perché parliamo di un politico esperto e competente, uno che ci vorrebbe come il pane in tempi così difficili. Ma, tant’è.

Lui l’ha presa con il consueto garbo, scrivendo la sua lettera di commiato su Facebook con spirito equanime distacco: “In questi giorni si è consumato uno scontro, a mio avviso assolutamente evitabile, tra Italia Viva, il Sindaco ed il resto della maggioranza a proposito del voto sul programma triennale delle Opere Pubbliche. Seppur abbia, preventivamente, evidenziato a tutti i diretti interessati, la delicatezza della situazione, si è voluto lo stesso forzare, senza la necessaria lungimiranza delle conseguenze, su questioni di merito (legittime) utilizzando un metodo (il voto in aula) evitabile o rinviabile. Nel merito, Italia Viva può rivendicare legittimamente le ragioni del dissenso manifestato con il voto di astensione in quanto qualcuno ha provato a mortificare il ruolo del consiglio comunale che, nel dicembre scorso, con il consenso anche del Sindaco, aveva stralciato alcune previsioni di spesa sul progetto del Tram e queste, invece, sono state reinserite nel piano triennale delle OO.PP. 2020”. Tecnicismi a parte è l’incipit di un messaggio apprezzabile per equilibrio che si può rintracciare sulla pagina Facebook del suddetto.

Resta il fatto della inusitata velocità. Manco ‘u tiempo…. Cioè nemmeno un mese dall’insediamento. Neanche il tempo del ritratto giornalistico che già si celebra il commiato. E si potrebbe appunto ironizzare e sorridere sul ‘veni, vidi, Toni’ e sui contrapposti ghiribizzi che rendono complicatissima la navigazione della macchina amministrativa, in attesa perpetua di un rilancio. Ma poi si gira lo sguardo ovunque, si vede Palermo com’è ridotta. E ogni sorriso si spegne.


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