Adrano, in sette rubano l'energia elettrica: denunciati

Adrano, in sette rubano l’energia elettrica: denunciati

I controlli hanno riguardati in particolare un comprensorio di case popolari ubicato nella via IV Novembre.

CATANIA – Ancora un’operazione di polizia realizzata dal Commissariato di pubblica sicurezza di Adrano, diretto dal dott. Paolo Leone, finalizzata a fronteggiare il diffuso fenomeno dei furti di energia elettrica. L’attenzione è stata focalizzata in particolare sul comprensorio di case popolari ubicato nella via IV Novembre, contrada Capici, laddove erano stati segnalati diversi abusi connessi con l’illecito consumo di energia elettrica. 

Il dirigente del Commissariato ha predisposto un mirato servizio, con l’ausilio di personale specializzato della società e-distribuzione, per accedere nelle abitazioni dove era ipotizzabile potesse consumarsi l’attività illecita; e, in effetti,  sono state individuate sette persone, sei donne e un uomo, le quali avevano “opportunamente” manomesso l’impianto per l’allacciamento dell’energia elettrica alle proprie abitazioni. 

In particolare tali abitazioni, nonostante non fossero più oggetto di alcun contratto di fornitura, poiché disdetto già da diversi anni, continuavano ad essere provvisti di energia elettrica tant’è che tutti gli elettrodomestici ivi presenti erano regolarmente funzionanti. 

Tutto ciò in quanto i relativi impianti erano direttamente allacciati alla rete dell’azienda fornitrice, bypassando i misuratori di consumi. Il tutto realizzato senza adottare alcuna cautela idonea ad evitare pericoli d’incendio. 

Grazie all’intervento dei poliziotti e dei tecnici dell’Enel si è riusciti a mettere in sicurezza tutta la zona e quindi a ripristinare una situazione di legalità 

Le sette persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria, dinanzi alla quale esse dovranno rispondere del reato di furto, aggravato dal fatto che per la sua commissione si siano avvalse di mezzi fraudolenti e per il quale rischiano la reclusione da due a sei anni e la multa da euro 927 a euro 1.500. 

Proseguono, intanto, i controlli volti a contenere la diffusione del contagio da COVID-19, anche in considerazione dell’ordinanza del Ministro della salute, emanata il 7 maggio scorso, che classifica la Regione Sicilia ancora in zona “arancione”.

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