Capaci, la scalinata della giustizia si trasforma in teatro - Live Sicilia

Capaci, la scalinata della giustizia si trasforma in teatro

L'iniziativa dell'Anm di Catania. Sul "palco" Sebastiano Lo Monaco con lo spettacolo “Per non morire di mafia”.

CATANIA – Si è svolta nel pomeriggio, in piazza Verga davanti al Palazzo di Giustizia, la manifestazione per ricordare il XXIX anniversario delle stragi mafiose di Capaci (23 maggio 1992) e di via D’Amelio (12 luglio 1992) dove persero la vita Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini che componevano le loro scorte. Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinari, Agostino Catalano, Emanuela Loi (la prima donna poliziotto che faceva parte di una scorta, quella del magistrato Paolo Borsellino, e la prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina questi i nomi delle vittime dei due attentati nei quali si salvarano Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello, Antonio Vullo e l’autista Giuseppe Costanza.

La Giunta Distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati, con il suo presidente Antongiulio Maggiore e il suo segretario Antonio Fanara, ha voluto ricordare l’anniversario di queste stragi di stampo mafioso con uno spettacolo teatrale interpretato dall’attore Sebastiano Lo Monaco e tratto dal libro, “Per non morire di mafia”, scritto dall’ex Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la collaborazione di Alberto La Volpe.

Un libro che descrive la “Cupola siciliana” affrontando i suoi legami con la politica, gli scontri all’interno della stessa Magistratura e tutte le carenze di mezzi e legislative per combattere a pieno il fenomeno “Mafia”. Interprete del monologo Sebastiano Lo Monaco.

“Pietro Grasso ha sempre voluto rivolgersi ai giovani e quello che lui scrive vuole essere il segno della memoria – dice Lo Monaco – il nostro è un paese “senza memoria” tende a cancellare e io mi sento onorato ed emozionato di essere, oggi, qui a ricordare quei tragici eventi”.

“Per non morire di mafia” è la storia di Pietro Grasso dal suo ingresso in Magistratura raccontata, ipoteticamente, a una classe di bimbi. In scena solo una sedia, una lavagna, una scrivania con alcuni faldoni d’inchiesta e una Toga appesa a caso. “Un sistema – sono le parole dell’ex Procuratore Grasso che accompagnano il libro edito da Sperling & Kupfer nel 2012 – che si riproduce con strategie diverse e dove anche i mezzi per combatterlo devono essere adeguati”.

Lo spettacolo messo in scena da Sebastiano Lo Monaco è lo sguardo, il pensiero dell’autore verso le parole scritte sulla lavagna e che sono mafia, Falcone, Borsellino, giustizia, libertà e potere. Uno sguardo che attraversa tutte le tappe della vita di Pietro Grasso che, dopo la prima messa in scena dello spettacolo a Milano, disse. “Per combattere la mafia è necessario avere la contezza della sua pericolosità. Parlare, reagire e ricordare perchè il silenzio non diventi ossigeno per i sistemi criminali”.

Un’occasione, quella del XXIX anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, per riflettere sulla “nuova mafia” e per non dimenticare.

Sulle scalinate del Palazzo di Giustizia, insieme ad Antongiulio Maggiore, sono stati ospiti i rappresentanti dell’associazione ONLUS I Briganti di Librino che alcuni giorni fa hanno subito l’ennesimo atto d’intimidazione. E’ stato dato alle fiamme il pulmino che serviva loro per gli spostamenti degli atleti.

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