Doccia fredda per gli Asu, rilievi del Mef e "stabilizzazione a rischio"

Doccia fredda per gli Asu, rilievi del Mef e “stabilizzazione a rischio”

L'allarme della Fp Cgil
REGIONE
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PALERMO – “Occorre che il governo della Regione Siciliana spieghi, con immediatezza, al presidente del Consiglio la gravità della situazione dei lavoratori Asu della Sicilia e gli effetti devastanti che si produrrebbero da un eventuale stop alle procedure di stabilizzazione”. Lo dice in una nota la Fp Cgil Sicilia dopo avere appreso che il ministero dell’Economia e delle finanze, attraverso il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, ha trasmesso all’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione Siciliana alcune osservazioni su importanti articoli della legge si stabilitòà regionale 2021 approvata lo scorso aprile dall’Ars. Tra le norme oggetto di “osservazioni” pesanti c’è l’articolo 36, che riguarda proprio la stabilizzazione degli Asu.

“La Sicilia non è nuova a rilievi ed impugnative su questa materia – affermano il segretario Generale, Gaetano Agliozzo, e il segretario regionale, Massimo Raso -, da tempo sollecitiamo il governo siciliano ad avviare una interlocuzione con quello nazionale, finalizzata esattamente a evitare queste ‘osservazioni’ propedeutiche all’impugnazione delle norme e per spiegare la specialità siciliana. E in particolare – aggiungono – il fatto che, al pari delle norme nazionali citate dal comma 1 dell’articolo 36, anche noi abbiamo l’esigenza di chiudere la brutta pagina del precariato degli enti locali”.

La nota del sindacato poi prosegue: “Sia l’assessore Scavone che l’assessore Zambuto ci hanno assicurato di avere avviato interlocuzioni romane col ministero. A questo punto, visto il risultato, gradiremmo ricevere delle spiegazioni: è necessario evidenziare in modo chiaro ed inequivocabile che è grazie al lavoro di questi 4.400 lavoratori, privi di contratto e senza contributi da 24 anni, che è possibile tenere aperti materialmente diversi uffici, musei, aree archeologiche. Questi lavoratori, alla stregua dei loro colleghi, hanno il sacrosanto diritto ad essere stabilizzati – continuano i vertici del sindacato -. In caso contrario si introdurrebbe una sperequazione odiosa ed intollerabile con tutto il mondo del precariato siciliano per il quale la strada, anch’essa tortuosa, della stabilizzazione è stata possibile. Alla luce dello scenario delineatosi, proclamiamo lo stato di agitazione di tutti i lavoratori Asu dell’Isola ma ovviamente non ci limitiamo a manifestare contrarietà e disappunto – concludono -. Chiediamo anche un incontro urgentissimo per capire cosa intende fare il governo della Regione e siamo disposti a sollecitare analogo confronto al governo nazionale e a trasferire a​ Roma le ragioni di questa nostra protesta affinché si possa giungere ad una soluzione positiva della vertenza”.


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