Covid e il timore della quarta ondata: i dossier sul tavolo di Razza

Covid e il timore di una quarta ondata: tutti i dossier di Razza

Mentre l'epidemia consente una tregua, per la sanità siciliana è tempo di riorganizzarsi e curare anche pazienti con altre patologie

PALERMO – Il Covid sta rallentando. La pandemia non è ancora finita ma l’emergenza sanitaria, in questo esatto momento, sta concedendo un po’ di respiro. E nella sanità siciliana si avvertono i primi effetti. I contagi e i ricoveri calano, si chiudono le porte dei reparti esclusivamente Covid e si riconvertono i Covid hospital alle attività ordinarie.

Da quasi un anno e mezzo, la sanità siciliana ha dovuto affrontare tutto con la logica dell’emergenzialità. Riconvertire ospedali, cancellare interventi programmati, bloccare analisi e cure (anche oncologiche) per pazienti non-Covid. Medici, infermieri e operatori sanitari allo stremo, definiti “eroi” ma che eroi adesso non vogliono più esserlo.

È arrivato il tempo di programmare, agire e preparasi. Anche l’estate scorsa diede un po’ di respiro, ma l’occasione fu sprecata, tanto che in molti poi puntarono il dito perché ci facemmo trovare impreparati per la seconda e la terza ondata.

E così, ecco che i dossier sul tavolo dell’Assessorato regionale alla Salute, alla cui guida è tornato Ruggero Razza dopo la bufera giudiziaria che l’ha coinvolto, non possono essere rimandati. A cominciare, appunto, dalla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale.

Riorganizzazione della rete ospedaliera

I direttori generali delle strutture, in tutte le province, si stanno organizzando per la riattivazione dei posti letto che in questo periodo erano stati destinati all’emergenza Covid. La priorità è quella di dare risposte immediate a tutti i pazienti con altre patologie e smaltire le liste d’attesa che si sono allungate in maniera incontrollata.

Nello stesso tempo, però, pressano affinché si concordi con l’Assessorato un punto di equilibrio, una condizione che non faccia temere che con un repentino aggravarsi della pandemia si torni nel caos. Fondamentale, anche il completamento dei cantieri per i nuovi reparti interamente dedicati a pazienti Covid, che l’assessore ha messo tra i primi obiettivi da portare a termine.

La medicina del territorio

Per alleggerire la pressione sugli ospedali, è necessario inoltre integrare e implementare quanto più possibile la medicina del territorio. L’esperienza della Lombardia nella prima ondata lo ha dimostrato: senza una reale interconnessione con le strutture territoriali e con i medici di famiglia, il sistema va in tilt.

E anche se la campagna vaccinale che procede a buon ritmo, nonostante i “giorni neri” di AstraZeneca, fa sperare di veder calare i contagi e, soprattutto, i nuovi ricoveri, ordinari e in terapia intensiva, il timore di una quarta ondata, dovuta magari a nuove varianti del virus, non può e non deve essere sottovalutato.

Case di comunità, ospedali di comunità (che nei piani sono almeno 30), infermieri di comunità: nel più genuino rispetto del principio di prossimità, la sanità deve essere accessibile dai cittadini già al livello più basso. E, cosa più importante, questo livello deve godere della fiducia dei cittadini.

Stabilizzazioni, assunzioni, reclutamento

Il percorso per arrivare alla realizzazione di questi obiettivi passa, inevitabilmente, dall’aumento del personale impiegato. Sono in corso, in molte Asp siciliane, i processi di stabilizzazione dei precari storici, ma l’Assessore, parlando al Tgr Rai, ha annunciato, poco dopo il suo rientro, di aver subito firmato una direttiva con la quale dà il via libera all’organizzazione di concorsi per infermieri e operatori socio-sanitari.

Un atto che ha lo scopo di lanciare un segnale a tutte le strutture sanitarie dell’isole dove è in corso, o deve ancora avviarsi, il confronto con le organizzazioni sindacali per l’aggiornamento dei piani del fabbisogno e delle dotazioni organiche. Un processo avviato settimane fa con la delibera assessoriale che stabiliva un nuovo e aumentato tetto di spesa per il personale sanitario.

Il personale dell’emergenza dopo gli Hub

I concorsi permetteranno di assorbire anche buona parte del personale a tempo determinato reclutato in questi mesi nelle strutture emergenziali (per esempio negli Hub di tutta la Sicilia). L’intenzione dell’Assessorato è quello di prevedere per loro la possibilità di presentarsi alle selezioni con un punteggio di partenza più elevato di altri concorrenti.

Una risposta concreta per queste persone che, impiegate intensivamente nella fase più dura dell’emergenza, rischia di ritrovarsi dimenticato una volta passata la bufera.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI