Covid: la Sicilia vede zona bianca, quei morti 'recuperati'

Covid: la Sicilia vede zona bianca, quei morti ‘recuperati’

Cosa dicono gli ultimi dati. Il problema dei conteggi.

La Sicilia, incrociando le dita, potrebbe tornare zona bianca, con molta probabilità, già dalla prima settimana di ottobre, se i numeri del Covid continueranno a essere confortanti. E’ un’ipotesi accreditata nelle stanze dell’assessorato regionale alla Sanità, accompagnata dalla cautela.

Il bollettino che vede bianco

E che l’ultimo bollettino ‘veda bianco’ lo confermano i dati. Soprattutto il numero dei ricoveri che, con i parametri attualmente in vigore, è il discorso che conta. La tendenza sembra andare verso un progressivo svuotamenti dei reparti, specialmente nei reparti Covid con i ricoveri ordinari. Ieri c’è stato un calo di quarantuno pazienti. Se si andrà avanti così, il cambio di colore diventerà una realtà.

L’incognita scuola

Cosa sta succedendo? La tregua del Covid viene spiegata in due modi: con il procedere delle vaccinazioni e il ritorno a casa dei turisti che hanno ingrossato le file dei contagiati. Ecco l’elemento strutturale che ha cambiato alcune tra le carte in tavola: c’è meno gente. Si teme, però, l’incognita scuola. Non per la scuola in sé che ha dimostrato di sapersi organizzare, ma per i trasporti, per gli spostamenti, per la ripresa di una circolazione di massa che potrebbe creare qualche problema.

I morti ‘recuperati’

C’è poi un altro capitolo da inserire nel racconto: quello dei morti ‘recuperati’. Succede, è successo in più di una occasione e anche ieri. Si legge nel documento del Ministero della Salute (tabella burocratica ma precisa): ‘La regione Sicilia comunica che i decessi dichiarati in data odierna si riferiscono ai seguenti periodi: N. 6 il 14/09/21 – N. 10 il 13/09/21 – N. 5 il 12/09/21 – N. 2 il 11/09/21 – N. 1 il 08/09/21 – N. 1 il 04/09/21 – N. 1 il 29/08/21 – N. 1 il 27/08/21 – N. 1 il 22/08/21’. Si legge sulla pagina Facebook della Regione: ’28 i decessi (6 il 14/09/21 – 10 il 13/09/21 – 5 il 12/09/21 – 2 il 11/09/21 – 1 il 08/09/21 – 1 il 04/09/21 – 1 il 29/08/21 – 1 il 27/08/21 – 1 il 22/08/21)’. Riepilogando: sei sfortunati siciliani sono morti martedì scorso, dieci lunedì, cinque domenica…. E, purtroppo, così via. Tutto assolutamente trasparente e reso noto. Ma perché non c’è corrispondenza in tempo (quasi) reale?

Il dato non è rilevante, ma…

Dalle stanze della Sanità confermano che il dato non è rilevante per nessuna decisione. Tuttavia, ci si chiede: perché non si riesce ad allineare il tragico conteggio delle vittime? C’è un difetto di comunicazione? C’è una cinghia di trasmissione che perde colpi tra ‘raccolta’ e ‘dichiarazione’? Ricordiamo, a margine, anche se non c’entra direttamente con la presente lettura che stiamo offrendo, che la Regione è stata sconvolta dall’eco giudiziaria, mediatica e politica di un’inchiesta proprio sui numeri.

Dov’è l”inghippo’?

Sempre da quelle stanze della Sanità, filtra una motivazione: un collegamento non ottimale tra centro e periferie, Asp, ospedali, medici, che provocherebbe, appunto, il mancato allineamento in diretta. “Mi sembra una follia – dice Giuseppe Bonsignore, sindacalista del Cimo -. Perché evidentemente c’è un problema che non è stato ancora risolto. E’ chiaro che poi quelle cifre che riportano i morti di Covid devono essere suddivise, rispettando la media giornaliera, alla luce del sole. In assessorato non possono fare altro. Però è evidente che qualcosa non è a regime. Il problema, forse, è in periferia dove vengono raccolti i dati”.

“Dati di scarsi qualità”

Uno statistico di prima fila come il professore Antonello Maruotti, in una chiacchierata con LiveSicilia.it, per la verità non aveva espresso un giudizio lusinghiero sul punto: “Sono molto perplesso per la modalità di raccolta e comunicazione di questi dati. I morti dei giorni precedenti conteggiati in quelli successivi, il numero dei positivi che cambia in modo incongruo rispetto all’andamento medio. Come se fossero numeri raccolti a singhiozzo, per cui, alla fine, vista la scarsa qualità dei dati, diventa più complicato fare previsioni”.


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