Dalla Sicilia alla Lombardia: tratta delle moldave, scattano arresti - Live Sicilia

Dalla Sicilia alla Lombardia: tratta delle moldave, scattano arresti

L'inchiesta partita nel 2018 dopo la denuncia di una donna
L'INDAGINE
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PALERMO – Il sogno di un lavoro regolare in Italia, l’illusione di un contratto regolare salvo poi impiegare le lavoratrici straniere provenienti dalla Moldavia in nero e smistarle nelle regioni di tutta Italia: anche in Sicilia. La procura di Roma ha disarticolato un complesso meccanismo che aveva come base un Caf della capitale. Dalle indagini sono emersi numerosi ingressi sul territorio nazionale di stranieri che, seppur muniti di un visto turistico valido tre mesi, venivano avviati al lavoro sotto la copertura di un contratto “alla pari”. Le indagini, svolte anche con l’ausilio di attività tecniche dal personale della sezione investigativa del IX Distretto, che hanno visto la collaborazione della Squadra Mobile di Roma e di altre Questure d’Italia, si sono protratte per circa 3 anni ed hanno consentito di disvelare l’esistenza di un sodalizio criminale, ben strutturato, capeggiato da un 74enne e composto da almeno 14
persone, operante nel settore dell’intermediazione di manodopera straniera di cui favoriva l’ingresso e/o la permanenza irregolare in Italia, allo scopo di destinarla a lavori come colf o badante, ovvero come braccianti agricoli o operai, anche in condizioni di sfruttamento.

Tale mercato illecito veniva alimentato da un’opera di reclutamento in Moldavia, tramite siti internet e contatti telefonici, cui seguiva un lungo viaggio in pullman fino all’arrivo a Roma, con il successivo trasporto degli stranieri presso gli uffici di un CAF cittadino, adibito a vera e propria base logistica dell’organizzazione criminale, dove i lavoratori venivano registrati ad una fantomatica associazione umanitaria – previo versamento di 350 euro – e dove gli stessi trovavano anche un alloggio temporaneo, in attesa di essere collocati presso i datori di lavoro in varie regioni italiane (Campania, Sicilia, Lazio, Calabria, Lombardia).

Le indagini, durate 3 anni, sono partite nel 2018 quando una ragazza moldava ha denunciato agli investigatori di aver subito molestie sessuali da parte di un uomo presso il quale lavorava come badante e colf. La donna ha raccontato che alcuni giorni prima, dalla sua abitazione in patria, tramite un sito internet moldavo, ha contattato un’utenza cellulare italiana ed il suo interlocutore, un connazionale, le ha offerto un lavoro in Italia come badante o cameriera dietro compenso in denaro. 


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