Sicilia verso le regionali: Sciacca laboratorio politico - Live Sicilia

Sicilia verso le regionali: Sciacca laboratorio politico

Assenti sulla scheda i simboli di Forza Italia e Prima l’Italia.
AMMINISTRATIVE
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SCIACCA– Amministrative: a Sciacca va in scena una poltrona per tre. La città del Carnevale più famoso di Sicilia si appresta a eleggere il nuovo primo cittadino tra volti nuovi e vecchie glorie che ricordano le facce sempiterne scolpite nella roccia del Castello Incantato. Sul ring saccense duelleranno il deputato regionale di Attiva Sicilia, Matteo Mangiacavallo, il candidato giallorosso Fabio Termine e lo storico ex sindaco (memoria vintage degli anni novanta) Ignazio Messina. 

La truppa giallorossa

Non sarà della partita la sindaca dem uscente Francesca Valenti che ha deciso di non ricandidarsi, elemento che ha agevolato l’operazione del Pd (Sciacca è la roccaforte del deputato regionale Michele Catanzaro) di allargare il perimetro della coalizione e ripescare lo sfidante della scorsa tornata elettorale. A correre sarà infatti Fabio Termine sostenuto da quattro liste: le civiche “Mizzica” e  “Fabio Termine sindaco – Movimento Cinque Stelle – Next” , il Pd e la lista satellite dei dem “Ferdinandea” (che fa riferimento come quella del partito a Catanzaro). A Sciacca, insomma, complice il fatto che dentro le civiche corrono diversi esponenti della sinistra e dei “Cento Passi”, l’esperimento giallorosso va in porto.

Centrodestra a metà

Il deputato regionale di Attiva Sicilia (ex M5S) Matteo Mangiacavallo corre invece con tre liste a sostegno. La lista “Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia”, che tiene dentro esponenti meloniani e uomini legati a Diventerà Bellissima (che nell’agrigentino fa riferimento alla deputata regionale Giusi Savarino, portavoce regionale del Movimento) e costituisce un esperimento in vista delle regionali come quello che si sta proponendo a Messina e Palermo. A supporto del candidato ci sono anche la lista civica “Mangiacavallo sindaco” e la compagine “Popolari Autonomisti e Sciacca Centro” (un tandem che vede insieme gli uomini del vice presidente dell’Ars Roberto di Mauro e quelli dell’ex coordinatore di Forza Italia Fabrizio Di Paola). Assente invece la lista di Forza Italia (il cui simbolo non sarà presente nelle schede elettorali) messa alla porta da Mangiacavallo al novantesimo minuto.

Le vicende azzurre

Gli azzurri saccensi, guidati dallo storico parlamentare della prima Repubblica ed ex sottosegretario Nuccio Cusumano, oggi riferimento diretto del generale Gianfranco Miccichè in terra saccense, sosterranno sotto mentite spoglie il candidato Ignazio Messina. Restando in tema berlusconiano c’è da registrare che proprio in occasione dell’incoronazione di Cusumano alla guida del partito saccense, in quel di Mazzara del Vallo, si verificò la rottura tra Miccichè e Fabrizio Di Paola.

L’ex sindaco acchiappa tutti

Ma torniamo alla sfida delle amministrative. Il terzo candidato in corsa a Sciacca è Ignazio Messina, ultimo segretario di Italia dei Valori e storico sindaco di Sciacca eletto nella Rete di orlandiana memoria. L’ultimo mandato di Messina terminò con un voto di sfiducia e pare che diversi dei congiurati di allora (fine anni 90) oggi corrano nelle sue liste. Del resto cambiare idea è lecito. Lo sa bene il candidato Messina che qualche tempo prima di annunciare una totale incompatibilità con il Pd aveva pubblicizzato un “proficuo” incontro con il segretario Enrico Letta a mezzo stampa. Alla fine Messina può contare su cinque civiche all’interno delle quali trovano spazio trasversalmente esponenti di svariate forze politiche (tra questi anche Alfredo Ambrosetti, delfino dell’onorevole Calogero Mannino): Sciacca Terme Rinasce, Insieme per Sciacca, Ventidue, Lista Messina e Onda (la compagine che fa riferimento al deputato regionale salviniano Carmelo Pullara). Non sarà presente sulla scheda il simbolo di Prima L’Italia, cosa che (si dice con insistenza in quel di Sciacca) pare abbia fatto arrabbiare non poco Matteo Salvini: il deputato di riferimento della zona Carmelo Pullara ha infatti deciso di fare correre i suoi sotto l’egida della storica civica del suo movimento Onda (la voce tuttavia è stata smentita dai diretti interessati). Insomma, una piazza movimentata come un Carnevale quella di Sciacca. 


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    La lega gioca a nascondino se no non li votano in Sicilia

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