Abusi su minori, cresce l’allarme| “Web sempre più insidioso”

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01 Novembre 2018, 13:30

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PALERMO – L’ultimo caso risale soltanto a pochi giorni fa: un professore americano che insegnava inglese a Palermo è stato arrestato per violenza e atti sessuali su due minori. Era già stato condannato a quattro anni per produzione di materiale pedopornografico, ma le indagini hanno poi fatto venire a galla accuse più pesanti per il 64enne che in città faceva anche volontariato in un reparto pediatrico dell’ospedale. Sono stati analizzati i suoi computer e gli hard disk in cui sono stati trovati video da lui prodotti e in cui erano protagonisti dei bambini. Otto sono stati sentiti dagli inquirenti, in due hanno raccontato episodi di violenza e palpeggiamenti che sono stati ritenuti credibili e hanno condotto alla richiesta di un ordine di custodia poi eseguito dalla squadra mobile.

Un altro caso si è registrato in provincia alcuni mesi fa: padre e madre di una bambina di nove anni sono finiti ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile. Le indagini hanno infatti accertato che la piccola veniva costretta ad avere rapporti a pagamento con due uomini, anche loro arrestati.

Storie di abusi, di fiducia tradita, di innocenza violata, che nella maggio parte dei casi trovano terreno fertile su Internet, un mondo parallelo in cui “l’orco” riesce ad adescare le sue vittime con facilità. A parlare chiaro sono i dati che vengono fuori dal report annuale di Meter, la onlus siciliana di don fortunato Di Noto in prima line ada anni per difendere i diritti dei bambini e lottare contro pedofilia e sfruttamento. Basti pensare che soltanto due settimane fa, Meter ha segnalato quasi due milioni di fotografie e 12 mila video pedopornografici rintracciati da gennaio ad oggi.

L’associazione, infatti, monitora costantemente i contenuti Web grazie a tecnici espertissimi, specializzati nella ricerca dati nell’elaborazione dei flussi di traffico per il contrasto della pedofilia e pedopornografia.I tecnici Meter – spiegano – hanno sviluppato software altamente sofisticati per l’analisi della rete, integrati da una piattaforma appositamente realizzata che raccoglie le segnalazioni di abuso sessuale sui bambini. In questo modo è possibile ottenere in tempi rapidi una grande quantità di informazioni inoltrando una denuncia ben circostanziata alle autorità competenti”.

E così, i siti segnalati dal 2003 al 2017 ammontano ad oltre 152mila, 18 mila soltanto lo scorso anno. Numeri preoccupanti, che parlano di un fenomeno sempre più diffuso e fuori controllo, ma in cui non sempre vige il silenzio. Sonos empre di più, infatti, le vittime che decidono di denunciare e le segnalazioni che arrivano alla onlus. Nell’ultimo anno il Centro Ascolto Meter ha registrato un aumento delle richieste di aiuto per un totale di 131 segnalazioni. Nel 2016 erano state 91. La maggior parte arriva proprio dalla Sicilia, con 57 richieste. L’isola si conferma in testa anche nelle graduatorie che riguardano le richieste telefoniche pervenute al numero verde dell’associazione. Delle 1.024 telefonate arrivate nel 2017, ben 803 giungono dalle varie città della regione. 

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Un fenomeno su cui anche la polizia postale di Palermo effettua un monitoraggio costante che negli ultimi mesi ha già portato ad un arresto per pedofilia on line e a sette denunce. Sono inoltre stati 281 i siti web monitorati e dodici quelli sequestrati. La polizia si rivolge inoltre ai genitori per proteggere i più piccoli sin dal primo approccio al mondo di Internet. “Il Web è sempre più insidioso, è quindi necessario insegnare ai bambini l´importanza di non rivelare in Rete la loro identità. Bisogna spiegare loro che è importante per la loro sicurezza e per quella di tutta la famiglia non fornire dati personali. Dobbiamo essere consapevole che anche se i nostri figli sembrano apparentemente disinteressati ad Internet, è possibile che possa avere voglia di navigare a casa di un amico. In ogni caso deve comunque sapere come comportarsi”.

“L’ideale – proseguono – sarebbe di affiancarli nella navigazione in modo da capire quali sono i loro interessi e dando consigli sui siti da evitare e su quelli da visitare. Inoltre è utile posizionare il computer in una stanza centrale della casa piuttosto che nella camera dei ragazzi. Vi consentirà di dare anche solo una fugace occhiata ai siti visitati senza che vostro figlio si senta “sotto controllo”. Consigliamo pure di impostare la cronologia, in modo che mantenga traccia per qualche giorno dei siti visitati e di controllate periodicamente il contenuto dell´hard disk del computer. Infine, è fondamentale insegnare a preadolescenti e adolescenti a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in Rete. Bisogna spiegare – conclude la polizia – come un computer collegato a Internet sia per alcune persone male intenzionate il modo migliore per nascondere propositi criminali dietro bugie e false identità”.

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01 Novembre 2018, 13:30

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