Abusivi e discariche, la terra di nessuno tra Giarre e Acireale

Abusivi e discariche, la terra di nessuno tra Giarre e Acireale

La casa cantoniera occupata e i cumuli di immondizia in una zona con forti investimenti turistici.
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CATANIA – Una casa cantoniera che si trasforma in abitazione abusiva per decine di persone, le strade che si trasformano in discarica e, in mezzo, decine di strutture turistiche che mostrano agli ospiti il panorama della disorganizzazione e della desolazione amministrativa siciliana. Nell’area costiera tra Acireale e Giarre decine di imprenditori e privati hanno deciso di investire in attività di ricezione turistica, con hotel, bed and breakfast e strutture di lusso sorti negli ultimi dieci anni. Ma gli stessi gestori ora denunciano l’abbandono del territorio e la mancata risposta di chi dovrebbe amministrare e controllare.

La casa cantoniera

L’unica cosa rimasta intatta della casa cantoniera è il tipico colore rosso, che però inizia a scrostarsi in più punti. Piazzata al chilometro 72 della statale 114, su via Zummo, la struttura e i terreni circostanti sono abbandonati da anni. Già nel 2019, infatti, un gruppo di imprenditori agricoli e turistici della zona decise di fare una diffida all’Anas, che della casa cantoniera è il gestore, per lo stato in cui si trovavano i terreni e la casa.

Nella diffida si poteva leggere una descrizione della casa cantoniera come in una situazione “di grave compromissione di decoro, igiene e sicurezza”. Nella diffida, firmata dall’imprenditore austriaco Jon Moslet e da 6 cofirmatari, si denunciava la trasformazione della casa cantoniera in “rifugio per persone senza fissa dimora”, e dei terreni circostanti in discarica e deposito abusivo di materiali edili, terreno per auto abbandonate e sterpaglie.

Occupazione abusiva

Cosa è cambiato nei tre anni passati da quella diffida, in cui si chiedeva all’Anas di intervenire in quanto proprietaria degli immobili? A rispondere è lo stesso Jon Moslet, che gestisce un’importante struttura ricettiva nella zona: “Da allora le cose sono peggiorate – dice Moslet – le persone nella casa cantoniera sono cresciute, a giudicare dal numero di auto e camper che si raccolgono nel terreno. In più allevano pecore e galline nel terreno e i materiali edili, presi non si sa bene dove, continuano ad accumularsi. Quello che una volta era un angolo tranquillo e bello, come tutte le case cantoniere, è diventato un posto terribile”.

Dopo la diffida spedita a Anas, Moslet e gli altri proprietari e imprenditori della zona hanno cercato di fare intervenire altre istituzioni, ma con scarsi risultati: “Le forze dell’ordine dicono di non potere intervenire – dice Moslet – e così anche il comune, che sostiene di non potere fare niente perché tra gli abusivi ci sono dei minori. Da Anas, poi, non abbiamo mai avuto un segnale, neanche di aver ricevuto le nostre segnalazioni. Ma il problema non è solo questo: l’intera zona è invasa dall’immondizia, e la casa cantoniera è diventata un’autentica discarica”.

La raccolta dei rifiuti

Tutti i proprietari di strutture turistiche della zona, infatti, lamentano la nascita di discariche abusive a cielo aperto lungo i bordi delle strade. “Tutto è iniziato con la raccolta della cenere dell’Etna – dice Nicoletta Leonardi, proprietaria di una struttura che offre in affitto – che è stata messa in sacchi di plastica e lasciata ai bordi della strada. Nessuno è mai venuto a prendere quei sacchi, e i cittadini hanno iniziato a ‘contribuire’, gettando l’immondizia lungo i margini delle vie e creando delle discariche”.

Anche in questo caso, l’amarezza nasce dalla sensazione di non essere ascoltati da chi dovrebbe gestire la situazione: “Sa quante volte ho provato a parlare con assessori e consiglieri comunali? – dice Leonardi – Il territorio non risponde, e adesso la situazione sta precipitando”.

La realtà turistica

I problemi con i rifiuti stanno coinvolgendo, negli ultimi giorni, anche chi fa la raccolta regolarmente. A parlare è di nuovo Moslet: “Ci hanno detto che c’è un problema con le discariche, e dunque che non possono più ritirare i nostri rifiuti. Ci troviamo in un territorio in cui è già arduo fare impresa, a causa di tutte le lentezze burocratiche, e poi ci si trova di fronte a queste situazioni”.

Moslet è amareggiato soprattutto per la sensazione di abbandono e frustrazione: “Abbiamo investito su questo territorio – dice – e creato delle realtà di altissimo livello, dando visibilità alla Sicilia e all’Etna. Riversiamo centinaia di migliaia di euro nel territorio, con l’indotto, e ci troviamo come vicini di casa una casa cantoniera occupata e trasformata in discarica. Non è possibile che si crei una situazione di questo tipo, in cui una casa di proprietà dello Stato è occupata senza nessun tipo di bando, chi dovrebbe fare la manutenzione non la fa e chi dovrebbe controllare la sicurezza della zona non controlla. Nessuno si preoccupa di gestire il patrimonio o di fornire assistenza, e nessuno sembra essere responsabile”.


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