“L’acqua non è inquinata”| L’allarme rientra ma che pasticcio

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07 Marzo 2020, 06:01

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PALERMO – Incomprensioni, errori di comunicazione, smentite, precisazioni e alla fine, poco prima di mezzanotte, il verdetto finale: l’acqua di Palermo non è inquinata. C’è stato di tutto e di più nel mix che ieri pomeriggio ha mandato in tilt un’intera città, rimasta per ore col dubbio se l’acqua che esce dai rubinetti fosse potabile oppure no. Ma tanto è bastato per creare un vero e proprio cortocircuito nella macchina della comunicazione istituzionale di Palermo, con i supermercati che si sono ritrovati presi d’assalto da chi ha provato ad accaparrarsi le ultime confezioni rimaste.

Un pomeriggio di “ordinaria follia” che ha costretto Comune e Asp a dover correre frettolosamente ai ripari, costringendo i tecnici ad accelerare i tempi delle analisi fino al verdetto finale: i parametri sono nei limiti e quindi l’ordinanza con cui il sindaco Orlando aveva vietato di usare l’acqua anche solo per lavare i denti potrà essere revocata. Ma il lieto fine arriva al termine di un duello a distanza tra i rispettivi laboratori.

Il pasticcio inizia a prendere forma poco dopo le 16 di ieri quando dall’ufficio stampa di Amap viene diffusa una nota sulla “inidoneità al consumo umano delle acque distribuite tramite i serbatoi Petrazzi alto e basso”, ossia quella rete che rifornisce le tubature di quasi mezza Palermo. Dal Lungomare Cristoforo Colombo a Mondello e Partanna Mondello, da San Filippo Neri alla Favorita, da Castelforte a Pallavicino passando per Villaggio Ruffini, Lanza di Scalea, San Lorenzo-Villa Adriana, Libertà, Cruillas-Baida, Strasburgo, Lazio, Leoni, viale del Fante, Resuttana-San Lorenzo, Noce e Uditore.

Il comunicato fa riferimento a un’ordinanza sindacale firmata ieri dal Professore, su proposta degli uffici dell’assessore Leopoldo Piampiano, che a sua volta si basa su una nota dell’Asp di lunedì scorso. In pratica, in base agli esami fatti il 25 febbraio (cioè due settimane fa) dai tecnici dell’Asp, l’acqua della rete conteneva solfati e alluminio; tre giorni dopo, venerdì 28 febbraio, dall’azienda sanitaria parte una richiesta al Comune di emanare un’apposita ordinanza per vietare l’uso dell’acqua, almeno fino a nuovo ordine. L’Amap mette in azione le sue squadre: tra il lunedì e il martedì successivi manda all’Asp l’esito dei propri campionamenti e il 5 marzo in una nota inviata a Palazzo delle Aquile mette nero su bianco che, in base ai risultati, non c’è “alcun problema microbiologico nell’acqua distribuita in rete” e chiede agli uffici di non far firmare al Professore l’ordinanza richiesta dall’Asp.

Ma il colpo di scena arriva ieri, quando l’Asp scrive al sindaco e all’Amap: dal momento che le analisi di Asp e Amap danno esiti diversi e non si riesce a capire se l’acqua sia o meno potabile, giovedì 5 sono stati fatti ulteriori campionamenti per i cui esiti, però, bisogna aspettare tre giorni. Nel frattempo, visto che il dubbio resta, l’ordinanza va firmata, cosa che il sindaco poi fa, vietando non soltanto di bere l’acqua che esce dai rubinetti ma anche di usarla per cucinare, lavare gli alimenti e per l’igiene orale.

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Un’ordinanza di cui però, fino a quel momento, in pochi si erano accorti e quando nel primo pomeriggio la nota stampa dell’Amap arriva nelle redazioni dei giornali in tanti saltano sulla sedia, perfino al Comune che pare ne fosse all’oscuro. I telefoni di Palazzo delle Aquile iniziano a squillare all’impazzata, la notizia finisce su social e testate e i supermercati subiscono un vero e proprio assalto. Un caos di cui Comune e Asp sembrano accorgersi quando ormai è troppo tardi e il panico è già scattato.

Bisognerà infatti aspettare oltre tre ore perché arrivi la posizione del sindaco Orlando, secondo cui “la firma dell’ordinanza è un atto dovuto di fronte a una nota formale inviata dall’Asp all’amministrazione comunale, ma tutti i dati relativi alla qualità dell’acqua distribuita in città ne confermano la potabilità e la qualità per uso umano”. Insomma, una smentita in piena regola verso l’Asp dal momento che le analisi dell’Amap dimostrerebbero che è tutto in regola: “Specialmente in una situazione di già grave nervosismo legato alla situazione sanitaria del Paese – attacca Orlando – è auspicabile che da parte di tutti e soprattutto da parte dei soggetti istituzionali vi sia la massima collaborazione per non alimentare psicosi di alcun genere. L’Amap controlla l’acqua distribuita in rete ogni singolo giorno, cosa che non avviene per tanti altri soggetti che vendono acqua presunta potabile. Sono certo che nessuno in Amap si sognerebbe mai di distribuire acqua non di qualità”.

Ma la tirata di orecchie è anche per Amap: “Allo stesso tempo – aggiunge Orlando – mi aspetto che l’azienda curi con maggiore attenzione la propria comunicazione, non essendo possibile che suoi uffici diffondano notizie parziali che generano allarme nella popolazione”.

Ancor più tardi arriva la posizione dell’Asp che solo a ora di cena annuncia che “un gruppo di professionisti è al lavoro per accertare gli esiti preliminari che, se conformi, consentiranno l’utilizzo dell’acqua per uso potabile da subito”. I tempi si accorciano e le 72 ore necessarie a completare le analisi di colpo diminuiscono: in tarda serata arriva il dietrofront dell’Asp. I risultati delle analisi di giovedì confermano infatti che i valori sono normali e che “l’ordinanza può essere revocata”. “Non è mai stata messa in discussione la salute dei cittadini – commenta Orlando – Amap ha attivato subito ogni procedura per tutelare la sanità pubblica e l’Asp non ha potuto che confermare i dati di Amap. Non può che dispiacere che qualche scelta eccessivamente burocratica abbia reso obbligatoria un’ordinanza che sarà revocata”.

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07 Marzo 2020, 06:01

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